Un nuovo vocoder per tradurre i pensieri in parole

Un nuovo vocoder per tradurre i pensieri in parole

Il "vocoder", la voce che rappresenterà i pensieri in questioni, è stato presentato da Nima Mesgarani, a capo di questo team: "Amazon Echo o Google Siri usano in pratica la stessa tecnologia visto che rispondono alle nostre domande". Successivamente, hanno chiesto loro di ascoltare una voce mentre ripetevano una sequenza di numeri.

I ricercatori hanno prima registrato i dati cerebrali di persone quando parlano, poi hanno fatto lo stesso coi segnali che arrivano nel cervello quando si sta pensando.

Leggere nel pensiero è sempre stata una delle straordinarie capacità, tipiche della finzione cinematografica, che tanti hanno sognato di possedere. E' questo uno degli ultimi passi fatti dall'intelligenza artificiale per trasformare i pensieri in parole. I ricercatori sono riusciti a raccogliere proprio questi segnali, trasformandoli in una voce sintetizzata.

Neuroingegneri e neuroscienziati hanno creato, sulla base dell'intelligenza artificiale, un sistema in grado di tradurre i segnali cerebrali in un linguaggio intelligibile e che potrebbe essere promettente per le persone con disabilità del linguaggio. Inizialmente avevano provato ad utilizzare modelli computazionali basati sull'analisi degli spettrogrammi, che sono rappresentazioni grafiche - visive - di frequenze sonore. Tuttavia questo approccio è fallito perché non è riuscito a produrre espressioni orali comprensibili.

Per insegnare il vocoder ad interpretare l'attività cerebrale, il Dr. Mesgarani ha collaborato con Ashesh Dinesh Mehta, neurochirurgo presso il Northwell Health Physician Partners Neuroscience Institute e coautore del lavoro di oggi. Il suono prodotto dal vocoder in risposta a questi segnali è stato analizzato e "pulito" da un sistema intelligenza artificiale che imita le strutture dei neuroni cerebrali. Mesgarani e il suo team, incluso il primo autore del documento Hassan Akbari, si sono rivolti invece a un vocoder, un algoritmo informatico in grado di sintetizzare il parlato dopo essere stato formato su registrazioni di persone che parlano. Un giorno magari si potranno realizzare sintetizzatori vocali in grado di far esprimere tutte le persone che per patologie e traumi hanno perso l'utilizzo della parola. "La sensibilità del vocoder, unita alla potenza della rete neurale ha riprodotto i suoni originariamente ascoltati dai pazienti con una precisione sorprendente". I ricercatori vogliono ora ripetere il test con parole e frasi più complesse, e con i segnali cerebrali prodotti da una persona mentre parla o immagina di farlo.

I ricercatori del dispositivo che traduce i pensieri in parole hanno coinvolto pazienti affetti da epilessia.