La gaffe di Tajani sulle foibe: caso diplomatico con Croazia e Slovenia

La gaffe di Tajani sulle foibe: caso diplomatico con Croazia e Slovenia

Nella lettera a Tajani - in cui ripete le posizioni della Croazia già espresse ieri dalle massime cariche istituzionali e politiche, che nel suo discorso hanno visto "un inaccettabile revisionismo storico e irredentismo" - Kitarovic chiede al presidente del Parlamento europeo "chiare e inequivocabili scuse". Si stima che nel campo perirono tra le 3.500 e 5.000 persone. "Per quanto mi riguarda la Tav è un'opera prioritaria e da commissario ai trasporti abbiamo finanziato la parte europea transfrontaliera, ritengo che quei soldi debbano essere investiti bene e non buttati al vento perché cinque capricciosi esperti no-tav hanno detto che non si deve fare".

Definendo "inaccettabile la falsificazione della storia del confine italo-sloveno", Bulc ha invitato via Twitter Tajani a rendere insieme a lei onore alle vittime italiane presso la foiba di Basovizza, ma anche a quelle slovene e croate della Risiera di San Sabba. Non era mia intenzione offendere nessuno. Ecco che le dichiarazioni di Tajani di fronte alla foiba di Basovizza, simbolo della crudeltà comunista slava, erano tutto fuorché rivendicazione territoriale. E ancora: "Nel corso del mio intervento ho voluto sottolineare il percorso di pace e di riconciliazione tra i popoli italiani, croati e sloveni e il loro contributo al progetto europeo. Mi riferivo agli esuli istriani e dalmati di lingua italiani, ai loro figli e nipoti, molti presenti ieri".

In apertura di seduta, hanno preso la parola alcuni deputati della delegazione del Parlamento che è stata in Nicaragua incontrando in carcere detenuti politici, sottoposti a "gravissime violazioni delle libertà democratiche". In aula sono stati inoltre sollevati di nuovo i casi di Asia Bibi - della quale da 14 giorni non si hanno più notizie - e la vertenza sostenuta in Sardegna dai pastori che versano in questi giorni il latte per le strade. Seguito a ruota da Ivana Maletic, esponente del partito di Plenkovic a Bruxelles: "Condanno fermamente il vergognoso discorso populista del Presidente del Parlamento europeo".