Il cervello delle donne è tre anni più giovane di quello maschile

Il cervello delle donne è tre anni più giovane di quello maschile

Alcuni studi hanno infatti evidenziato che rispetto al cervello degli altri primati, quello della nostra specie conserva per gran parte della vita, un elevato grado di neotenia o di "gioventù": vale a dire che in esso si riscontrano caratteristiche microstrutturali, metaboliche e di trascrizione del DNA del tutto analoghe a quelle del periodo dello sviluppo.

Attraverso la scansione, è stato possibile monitorare il flusso di ossigeno e glucosio al cervello del campione in esame (esattamente 121 donne e 84 uomini di età compresa fra 20 e 82 anni). Con il passare degli anni, come è risaputo, la quota di zuccheri metabolizzata a livello cerebrale diminuisce: il processo è chiamato glicolisi aerobica.

Il cervello funziona grazie anche allo zucchero, ma il modo in cui il cervello lo utilizza cambia mentre le persone crescono e invecchiano. L'esperimento è stato fatto anche sugli uomini addestrando l'algoritmo con dati femminili, e ne è emersa un'età cerebrale media di 2,4 anni maggiore rispetto a quella reale. Sfruttando un algoritmo allenato a mettere in relazione l'età e il metabolismo cerebrale sulla base di dati raccolti nei maschi, gli studiosi hanno scoperto che nelle donne l'età media del cervello era di 3,8 anni inferiore rispetto a quella anagrafica.

"La differenza media tra l'età cerebrale calcolata tra uomini e donne è significativa, e il nostro metodo è riproducibile", spiega Manu Goyal, tra gli autori dello studio pubblicato su PNAS, che tuttavia sottolinea la necessità di ulteriori studi di approfondimento.

Cari colleghi uomini, la scienza si è recentemente pronunciata su una questione riguardante l'universo maschile e femminile che, noi, difficilmente riusciremmo ad ammettere: il cervello delle donne è più giovane di quello degli uomini.

Paziente sottoposta a PET (Phanie/AGF) Resta così confermata un'importante ipotesi sull'evoluzione del cervello della specie e dell'individuo, nonché l'influenza sul cervello della differenziazione sessuale nelle varie età. Una precisazione tecnica è infatti d'obbligo: "Non è che i cervelli maschili invecchiano più velocemente di quelli femminili", puntualizza lo scienziato. Ciò vale sia per gli anziani che per i giovani e potrebbe spiegare perché le donne tendano a essere meno vulnerabili alle malattie neurodegenerative. I ricercatori stanno monitorando una coorte di adulti nel tempo, per verificare se effettivamente chi ha un cervello metabolicamente più giovane ha meno probabilità di sviluppare problemi cognitivi.