Guaidó ha chiesto all'Italia di riconoscerlo come presidente del Venezuela

Guaidó ha chiesto all'Italia di riconoscerlo come presidente del Venezuela

Sulla stessa linea il presidente della Camera, Roberto Fico: "Per il Venezuela serve una terza via che si ponga fuori dalla logica di contrapposizione Maduro-Guaidó e metta al centro le condizioni di quei settori popolari stremati o costretti a fuggire".

"Maduro ha perso il controllo del paese e la popolazione sta soffrendo. Ci sono 70 giovani assassinati in una settimana dal faes, le forze speciali di polizia, e 700 persone in carcere, 80 minorenni addirittura bambini".

Non poteva mancare, però un riferimento alla posizione assunta dall'Italia che, a differenza di Francia, Germania e Spagna e della presa di posizione del Parlamento europeo, non riconosce Guaidò.

Guaidó ha lasciato la sede universitaria per recarsi al suo domicilio, accompagnato dalla moglie, che era insieme a lui mentre presentava il Piano Paese, il programma che ha preparato l'opposizione per il futuro del Venezuela.

Intanto palazzo Chigi ha fatto uscire una nota in cui si mantiene l'equidistanza tra Guaidò a Maduro: l'italia, a nome dei 28 Paesi membri il 26 gennaio scorso, ribadisce la sua massima preoccupazione per gli ultimi sviluppi in Venezuela.

Sulla situazione in Venezuela è intervenuto anche il presidente dell'Europarlamento, Antonio Tajani, intervistato dal Corriere della Sera: "A Maduro va dato un ultimatum, elezioni democratiche o non ti riconosciamo presidente legittimo. La Lega considera la presidenza Maduro terminata", ha detto in un tweet il sottosegretario agli Esteri della Lega Guglielmo Picchi.

"Visto e considerato che siamo già stati scottati in questi anni da interventi di ingerenze di Stati occidentali in altri Stati, non vogliamo assolutamente arrivare al punto di riconoscere un soggetto che non è stato votato dal popolo come presidente della Repubblica". "Su questo l'Italia continua a sostenere una azione diplomatica e di mediazione con gli altri Stati per arrivare a un processo che porti a nuove elezioni ma senza ultimatum". "E nei prossimi giorni annunceremo una coalizione globale che manderà aiuti in Venezuela". In una intervista con l'agenzia di stampa Ap, Guaid ha indicato che si tratterà essenzialmente di medicine che saranno messe a disposizione da Nazioni della regione. Appello cui ha replicato il vicepremier Luigi Di Maio: "Il cambiamento lo decidono i venezuelani, noi siamo per pace e democrazia". Infine, "l'Italia auspica infine che ogni sforzo collettivo sia mirato a non alimentare le divisioni interne al Paese e nell'ambito della comunità internazionale". "Spiace che Movimento 5 Stelle Europa, Lega e molti del Pd si siano astenuti, senza schierarsi contro la dittatura di Nicolas Maduro". Oggi il più grande interesse che abbiamo è quello di evitare una nuova guerra in Venezuela.