Di Francesco: "Agonizzanti, ma non morti. Dobbiamo essere più uniti e sinceri"

Di Francesco:

Alla vigilia della sfida col Milan, il tecnico della Roma Eusebio Di Francesco torna sulla pesante sconfitta patita in Coppa Italia contro la Fiorentina e commenta anche gli episodi.

"È vero che a Bergamo e Firenze si è vista una Roma agonizzate, ma non per forza si deve morire". Su come si riparte, il tecnico giallorosso ha detto: "Mettendo in campo una prestazione di livello, specie dal punto di vista mentale". In questo momento abbiamo bisogno di tutti, con difetti e qualità.

Ci ha parlato? È stata la parte più brutta di una sconfitta dolorosa. La fortuna del calcio e della vita, è che dopo un fallimento o una partita negativa ti puoi rifare e far capire che questo è stato solo un caso come atteggiamento e modo di fare. Io ho detto che la squadra non è guarita, non malata ed è diverso. Ci siamo sempre un po' ricaduti e bisogna rifletterci per non farlo accadere più. Con un'idea segreta che si riaffaccia con due anni di ritardo: "Maurizio Sarri, il cui futuro al Chelsea è tutt'altro che definito". Mi sento un po' un papà che in certi momenti non ha dato i consigli giusti e non ho toccato le corde giuste. Le risposte precedenti erano nettamente positive e di grande crescita, ma cadevamo sempre in alcuni momenti della partita dove mancavamo nella continuità e nella gestione delle gare. Capisco la depressione, ma la forza sta nel ribaltare. Io devo trovare le soluzioni e in questo momento dobbiamo essere ancora più uniti. Le valutazione post Firenze.

"La differenza tra me e voi è che io devo trovare le soluzioni". In sala stampa è difficile ma dentro lo spogliatoio ci deve essere. Per questo dobbiamo essere noi a rimediare al momento difficile.

Su Under: "Penso sia uno degli argomenti meno importanti, sta facendo delle cure, non è ancora pronto, quando lo sarà sarò felice". Sorrido al fatto che oggi mi arriva una lettera che dice che Dzeko non deve giocare, poi su El Shaarawy, poi su Kolarov. Servono tutti in questa squadra, ognuno deve nascondere i difetti degli altri.

È una domanda che mi avete fatto dopo Bologna, dopo Plzen e dopo questa. Questo è un ambiente pessimistico orientato, alla fine sono i risultati e le prestazioni che determinano questo, o parlate coi giocatori o si possono fare tanti discorsi e chiacchiere che lasciano il tempo che trovano. Poi voi potete dire quello che volete.