Consiglio Ue, deteriorata la libertà di stampa in Italia

Consiglio Ue, deteriorata la libertà di stampa in Italia

Il report analizza come la situazione sia cambiata da quando si è instaurato l'attuale governo, osservando che "i due vicepremier, Di Maio e Salvini, esprimono regolarmente una retorica particolarmente ostile a media e giornalisti sui social". Oltre agli omicidi, le segnalazioni includono la detonazione di un'autobomba davanti all'abitazione di un giornalista; un colpo di coltello contro un giornalista davanti alla porta del suo appartamento; un attacco doloso contro la sede di un sito web di notizie investigative; lo speronamento di un furgone in un edificio che ospita un importante quotidiano nazionale.

A sostenere il deterioramento della libertà di stampa è il rapporto stilato dalle 12 organizzazioni che gestiscono la piattaforma del Consiglio Europeo che si occupa di protezione del giornalismo e incolumità dei giornalisti. Il nostro "è uno dei paesi col più alto numero di segnalazioni nel 2018" per attacchi e minacce ai cronisti, "tredici, come per la Russia".

A rendere evidente il peggioramento della situazione in Italia, uno dei 4 paesi con Turchia, Russia, e Ungheria a cui è dedicato un paragrafo a parte sui 47 Stati membri presi in analisi, è "il brusco aumento" di segnalazioni di violazioni alla libertà di stampa fatte sulla piattaforma nel 2018, "triplicate rispetto all'anno precedente". "L'Italia è tra i paesi con il maggior numero di allerta pubblicate sulla piattaforma nel 2018". A denunciarlo è il Consiglio d'Europa, un' organizzazione esterna all' Unione europea, che ha il compito di salvaguardare i diritti umani su tutti il continente. E più avanti, il rapporto ricorda la vicenda della scorta a Saviano, che Salvini avrebbe minacciato di togliere "nonostante siano note le minacce di morte che ha ricevuto da parte delle organizzazioni criminali". Ventuno giornalisti italiani minacciati dalla mafia vivono in modo permanente protezione della polizia. "Il vice primo ministro Di Maio ha insultato i giornalisti e avviato una politica di abolizione delle sovvenzioni pubbliche alla stampa".

E saltano fuori anche i nomi dei responsabili, secondo il rapporto. Inoltre, in diverse parti d'Europa i giornalisti continuano a essere arbitrariamente detenuti mentre una serie di nuove iniziative legislative hanno indebolito la libertà dei media, conclude la Piattaforma per la sicurezza dei giornalisti.