Tar, ministeri informino sui rischi dei telefonini - Giornale di Sicilia

Tar, ministeri informino sui rischi dei telefonini - Giornale di Sicilia

Il TAR del Lazio coinvolto nuovamente dall'Associazione ha ritenuto inammissibile la richiesta di decreto ministeriale "per difetto assoluto di giurisdizione, venendo in rilievo il mancato esercizio di poteri di natura normativa", ma riconosciuto pieno diritto alla campagna informativa. Colpisce che la campagna informativa debba essere prodotta su una tematica. Per i giudici - se ne dà conto in sentenza - dagli atti depositati in giudizio, infatti, risulta che già il 16 gennaio 2012 il Ministero della Salute aveva evidenziato che il tema dei possibili rischi per la salute conseguenti all'uso del cellulare fosse alla costante attenzione del Ministero.

L'APLE si è sentita costretta a rivolgersi al Tar per opporsi all'inattività dei ministeri sopra citati in merito a un atto di diffida, risalente al 28\06\2017 volto a favorire l'attuazione di provvedimenti aventi come scopo un'informazione (a livello nazionale) per sensibilizzare l'opinione pubblica sul pericolo per la salute che può avere un utilizzo scorretto dei telefonini.

"E' fuori dubbio che i cellulari facciano male alla salute, e decine di studi scientifici dimostrano le conseguenze drastiche di un uso eccessivo di telefonini e smartphone - prosegue Rienzi -". Il TAR del Lazio ha riconosciuto quindi come non avvenuta la "preannunciata campagna informativa", nemmeno a seguito del "ragguardevole lasso di tempo intercorso".

Di conseguenza, il Tribunale dichiara l'obbligo del Ministero dell'Ambiente, del Ministero della Salute e del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, ciascuno per il proprio ambito di competenza, di provvedere, in attuazione di quanto disposto dall'art.

I ministeri dell'Ambiente, Salute e Istruzione dovranno adottare entro sei mesi una campagna informativa sulle corrette modalità d'uso dei telefoni cellulari.

"La predetta campagna di informazione e di educazione ambientale - sottolinea il Tar - dovrà essere attuata nel termine di sei mesi dalla notifica o, se anteriore, dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza, avvalendosi dei mezzi di comunicazione più idonei ad assicurare una diffusione capillare delle informazioni in essa contenute".