Strage in una chiesa nel sud delle Filippine

Strage in una chiesa nel sud delle Filippine

Le foto diffuse dalla polizia regionale hanno mostrato detriti sparsi vicino all'ingresso della chiesa e un camion militare danneggiato.

L'attentato avviene a meno di una settimana dal referendum che ha sancito la creazione di una provincia autonoma a maggioranza musulmana nel sud.

Il primo ordigno era sulla porta, il secondo era all'esterno ed è stato fatto detonare quando le forze governative stavano operando sul posto.

La polizia locale ha rivisto al ribasso il bilancio delle vittime dell'attentato alla cattedrale dell'isola di Jolo, nel sud delle Filippine, portandolo a 20 morti, di cui 15 civili e 5 soldati. Si parla di 27 morti, fra civile e soldati, e di almeno 48 feriti. Tra le vittime ci sarebbero sia civili che militari.

In tutti i luoghi di culto è stata rafforzata la sorveglianza. Truppe in assetto da guerra hanno transennato la strada principale che porta alla chiesa, mentre i corpi delle vittime e i feriti venivano portati all'ospedale.

All'interno dell'edificio, la cattedrale di Nostra Signora del Monte del Carmelo, già in passato colpita da episodi simili, era in corso la messa. I feriti più gravi sono stati trasportati in elicottero nella vicina città di Zamboanga. Nonostante la maggioranza dei musulmani residenti nella zona abbiano approvato l'accordo per l'autonomia, quelli della provincia di Sulu, dove si trova Jolo, lo hanno respinto.

"Il movente è sicuramente il terrorismo: sono persone che non vogliono la pace", ha dichiarato Gerry Besana, tenente colonnello.

L'isola di Jolo, che fa parte dell'arcipelago di Sulu, tra Mindanao e il Borneo, è stata a lungo scossa dalla presenza dei militanti di Abu Sayyaf, nella lista nera degli Stati Uniti e delle Filippine come organizzazione terrorista dopo anni di attentati, rapimenti e decapitazioni.