Sea Watch, odissea di capodanno per 49

Sea Watch, odissea di capodanno per 49

"Per persone malnutrite e in condizioni di salute molto precarie come quelle che abbiamo a bordo la disidratazione come causa del mal di mare è un rischio molto grave e può mettere anche a rischio la vita soprattutto se associata all'ipotermia", hanno detto i medici a bordo. L'uomo però, ha subito desistito ed è stato recuperato con una ciambella di salvaggio. "Un atto che dà la misura della disperazione delle persone soccorse. Se siamo arrivati a questo c'è da fare ben altro che la disobbedienza civile", ha aggiunto sindaco di Napoli sempre in merito alla vicenda della nave Sea Watch.

Migranti sbarcati a dicembre sono 359: perché non accogliere anche i 49 di Sea Watch e Sea Eye? Devono dormire per terra, senza alcun materasso, ci sono problemi igienici. "Attendiamo disperatamente che l'Unione europea riesca a pianificare il loro ricollocamento in diversi Paesi europei e a dare a queste persone un posto sicuro in cui stare".

Tutto sarebbe nato da una telefonata tra il vicepremier Luigi Di Maio e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. "Due navi ai confini dell'Europa".

La Valletta ha dato all'imbarcazione il permesso di avvicinarsi, ma non di attraccare. Non possiamo continuare a cedere a questo ricatto. Il drammatico appello dei medici a bordo della Sea Watch muove qualcosa. "E' tempo di una risposta europea a questa crisi umanitaria". E' quanto si legge sull'account Twitter dell'ong tedesca che il 22 dicembre scorso ha tratto in salvo i migranti e da allora è in attesa di una decisione europea sul porto dove farli sbarcare. Questa missione congiunta ha tra i suoi scopi quello di portare supporto logistico e materiale alla nave, consentendo il cambio equipaggio e i rifornimenti. Ma la notizia non ha ancora trovato conferme ufficiali.

"Abbiamo detto no all sbarco perché nel frattempo la Commissione europea stava negoziando la ripartizione di tutte le 300 persone salvate e la Germania ha accettato di prenderne 50 condizione che anche l'Italia partecipasse alla ripartizione". "I nostri contatti procedono - ha concluso - ma a questo stadio non intendo fare annunci fino a quando non lo faranno gli stessi Stati membri". Il governo ha una sua collegialità, il premier batta un colpo e ci faccia sapere se siamo il Paese che fa morire i bambini in mezzo al mare.