Quorum Referendum propositivo: numero minimo, scontro Lega-M5S

Quorum Referendum propositivo: numero minimo, scontro Lega-M5S

Parole rigettate dal ministro proponente, Riccardo Fraccaro, che agita il Contratto del Governo del cambiamento a sostegno delle sue tesi.

"Coinvolgere i cittadini è fondamentale".

E' proprio il ministro Fraccaro a replicare a Salvini: "Saranno le Camere, non il ministro Salvini né il ministro Fraccaro, a deliberare in merito al quorum per il referendum propositivo, con la consapevolezza che le riforme richiedono quanto meno il tentativo di costruire il maggior consenso possibile e di ascoltare tutti, soprattutto le opposizioni". "A tal propositivo va ricordato che in Svizzera c'è il quorum zero e che anche il contratto di Governo prevede espressamente di cancellare il quorum, proprio per incentivare la partecipazione attiva", aggiunge Fraccaro. "Nei prossimi giorni - ha proseguito - a partire da mercoledì, inizieremo a lavorarci con gli alleati di governo, penso che loro abbiano capito la nostra posizione che punta alla presenza di un quorum".

Scade oggi il termine ultimo per presentare emendamenti alla legge costituzionale che dovrebbe introdurre il referendum propositivo nel nostro Paese. La proposta di legge M5s, relatrice la pentastellata Fabiana Dadone, prevede dunque l'introduzione del referendum propositivo. "E, anzi, io sono contento perche' finalmente si sta parlando di questo argomento che per M5s non era neanche da affrontare". Il deputato Pd critica anche l'ipotesi di portare consentire il referendum "anche su leggi di spesa o in materia penale: un conto è integrare una democrazia rappresentativa e un altro è scardinarla". "Non si può eliminare del tutto l'esigenza (del quorum, ndr) affidandosi al solo voto dei partecipanti, lasciando la strada aperta a possibili dittature di minoranze", sottolinea Stefano Ceccanti a nome dei Dem, convinti anche della necessità di indicare espressamente limiti sugli argomenti dell'iniziativa popolare.

"Siamo d'accordo con i 5 Stelle che l'astensione non può più essere una scelta politica - continua - però vogliamo che il referendum resti uno strumento del popolo e non in mano a lobby, associazioni di categoria o organizzazioni che potrebbero spingere pochi a un voto che varrebbe per tutti". Plauso di Salvini, invece, sul taglio degli stipendi dei parlamentari messo in agenda dal M5S: "E' sacrosanto". I commenti non devono necessariamente rispettare la visione editoriale de Il Sole 24 ORE ma la redazione si riserva il diritto di non pubblicare interventi che per stile, linguaggio e toni possano essere considerati non idonei allo spirito della discussione, contrari al buon gusto ed in grado di offendere la sensibilità degli altri utenti.