Pensioni Quota 100 e le categorie di lavoratori dimenticati. PENSIONI NEWS

Pensioni Quota 100 e le categorie di lavoratori dimenticati. PENSIONI NEWS

Nella giornata di domani il nuovo decreto Quota 100 arriverà in Consigli dei Ministri. Lo dichiara in una nota la Flai Cgil commentando il decreto varato dal Governo."Rimane in vigore la legge Fornero e questi lavoratori saranno costretti a lavorare fin a 70 anni con una pensione da fame dopo anni di lavoro e di fatica".

Potranno andare in pensione soltanto coloro che risulteranno in possesso dei requisiti durante il triennio 2019-2021: dunque, chi raggiungerà i 62 anni (con 38 di contributi) nel 2022 al momento andrà comunque in pensione con la Fornero, che non è stata abolita come sostiene Matteo Salvini. Resteranno infatti escluse le professioni lavorative relative all'ambito della sicurezza, quindi i militari e le forze dell'ordine. Se l'età è più alta basterà che gli anni di lavoro registrati siano sufficienti a comporre una somma che sia pari a 100. Salvo ulteriori modifiche al testo, per gli statali il TFR scatterebbe con la soglia fissata dalla Fornero ossia otto anni dopo l'uscita con Quota 100. "Per noi Quota 100 è uno strumento che dà un diritto agli italiani e, come avete visto in questa Legge di bilancio, gli unici diritti acquisiti che siamo andati a toccare sono stati quelli dei pensionati d'oro e di qualche banca ed assicurazione che credevano di avere un diritto nei confronti del Governo italiano, di avere agevolazioni fiscali rispetto a tante piccole e medie imprese che hanno una pressione fiscale maggiore della loro", ha sottolineato il leader pentastellato. Il lavoratore potrà così ricevere un assegno ponte per un massimo di 43 mesi prima della pensione di vecchiaia, alimentato con un prestito che sarà poi restituito con rate ventennali trattenute sulla futura pensione di vecchiaia.

Ci sarà "subito la liquidazione per il settore pubblico, 30 mila euro cash", ha detto il ministro Salvini, aggiungendo che "non ci saranno costi per i lavoratori". I lavoratori precoci possono accedere alla quota 41 (dal 2019 è diventata di 41 anni e 5 mesi di contributi) a prescindere dalla età anagrafica, a patto che prima dei 19 anni abbiano lavorato per almeno 12 mesi.

Destinatari: sono circa 6mila i lavoratori potenziali beneficiari ogni anno della pensione anticipata per lavoro usurante.

Sempre in via sperimentale per il prossimo triennio, i lavoratori che non hanno maturato contributi al 31 dicembre 1995 (quindi chi è interamente nel sistema contributivo) potrà riscattare fino a cinque anni di contributi purché per periodi per i quali non fosse prevista contribuzione obbligatoria (quindi buchi contributivi o periodi di congedo facoltativo, aspettative ecc). Il riscatto del periodo di laurea è agevolato entro i 45 anni. "Chi ha 38 anni di contributi oggi?"

Sarà possibile andare in pensione in anticipo.