Murray in lacrime, addio al tennis: "Troppo dolore"

Murray in lacrime, addio al tennis:

"Wimbledon è dove mi piacerebbe smettere di giocare, ma non sono sicuro di poterlo fare". Non subito, il suo piano sarebbe andare avanti fino a Wimbledon (che ha vinto due volte, nel 2013 e 2016) ma ammette di non sapere se ci riuscirà perché "il dolore è troppo forte". "Quindi l'Australian Open potrebbe essere il mio ultimo torneo".

Le condizioni fisiche di Murray erano comunque apparse precarie già in questi giorni, con allenamenti mai portati a termine, ma soprattutto con le parole del medico che ha eseguito l'operazione chirurgica allo scozzese, intervenuto ai microfoni della BBC: "Non è detto che la situazione sia completamente risolta, non si poteva riportare l'anca alla situazione pre infortunio". L'intervento dello scorso anno non è servito a molto. L'ipotesi di continuare a giocare soltanto in doppio è stata scartata dal britannico. "Spero di arrivare fino a Wimbledon" ha detto il campione alla vigilia degli Australian Open a Melbourne.

"Ho sopportato il dolore da venti mesi a questa parte".

"Non riesco più a giocare, il dolore all'anca non mi da pace". Ma quando ha interrotto un match di allenamento contro Novak Djokovic, che lo stava peraltro facilmente dominando, e ha convocato la conferenza stampa dopo aver conosciuto il suo avversario al primo turno, lo spagnolo Roberto Bautista-Agut vincitore a Doha a inizio anno, è diventato chiaro che le cose non stessero andando come avrebbe voluto.