Ministero Lavoro: niente commissariamento Inps e Inail

Ministero Lavoro: niente commissariamento Inps e Inail

D'altra parte, però, questo passaggio potrebbe complicare proprio il delicato passaggio di gestione delle misure che attueranno i due provvedimenti cardine della manovra economica.

Non ci sarà alcun commissariamento dell'Inps e dell'Inail. Nello specifico, si punterebbe ad eliminare la figura del presidente-amministratore e reintrodurre il consiglio di amministrazione, di fatto facendo decadere gli attuali vertici. Nell'attesa, arriverebbero i commissari.

Il numero uno dell'Inps Tito Boeri è in scadenza (16 febbraio). Il ministro del Lavoro accusò una "manina" di aver truccato la relazione tecnica che prevedeva 8 mila posti in meno all'anno come effetto del provvedimento.

In vista della gestione delle due riforme su quota 100 e reddito, Palazzo Chigi punta probabilmente ad avere un istituto di previdenza in linea, che non rischi di ostacolare il lavoro già di per sé particolarmente delicato.

Per l'Inps in particolare nei giorni scorsi era stato lanciato un allarme dal presidente Boeri sulle difficoltà per assicurare i servizi dell'istituto a fronte del possibile esodo del personale grazie a Quota 100 (4.000 la platea che avrebbe i requisiti per andare in pensione) e del blocco del turn over fino al 15 novembre previsto dalla legge di Bilancio. Poiché le procedure di nomina dei nuovi organi richiederebbero comunque un paio di mesi, si renderebbe nel frattempo necessaria la nomina di un commissario, che poi diventerebbe presidente, spiegano fonti della maggioranza.

Si è vociferato anche di Marina Calderone, presidente dei consulenti del lavoro e nel Cda Finmeccanica, di Alberto Brambilla, esperto di previdenza, e di Enzo De Fusco, collaboratore del sottosegretario al Lavoro della Lega Claudio Durigon.