Fattura elettronica verso privati: novità dall’Agenzia delle Entrate

Fattura elettronica verso privati: novità dall’Agenzia delle Entrate

Con questa misura, rimarcano gli esperti, l'Italia si conquista il titolo di Paese con la normativa più avanzata d'Europa, "l'unico in cui sarà obbligatoria sia la fatturazione elettronica verso la PA sia quelle B2b e B2c". E a cambiare passando alla fatturazione elettronica ci sono anche benefici che variano sulla base del grado di digitalizzazione del ciclo dell'ordine. Inoltre, la fattura elettronica deve essere trasmessa al cliente attraverso il cosiddetto sistema di Interscambio (SdI). L'Agenzia delle Entrate ha previsto un regime transitorio per i due semestri del 2019. Benefici che salgono a un risparmio fra i 5 e i 9 euro a fattura in caso di fatturazione elettronica strutturata, a cui si aggiunge il contenimento dei costi di manodopera e il possibile incremento della produttività, con rientro dall'investimento in meno di un anno.

Sono esonerati dall'emissione della fattura elettronica solo gli operatori (imprese e lavoratori autonomi) che rientrano nel cosiddetto "regime di vantaggio" e quelli che rientrano nel cosiddetto "regime forfettario" Gli operatori in regime di vantaggio o forfettario possono comunque emettere fatture elettroniche seguendo le disposizioni del provvedimento del 30 aprile 2018. Poi si controlla che la partita Iva del fornitore e la partita Iva o il codice fiscale del cliente siano esistenti e, in caso di irregolarità, la fattura sarà respinta in cinque giorni. Quest'ultima puo' essere eseguita gratuitamente aderendo all'apposito servizio reso disponibile dall'Agenzia delle Entrate.

A elencare i vantaggi della fatturazione elettronica è la stessa Agenzia delle entrate: "Permette innanzitutto di eliminare il consumo della carta, risparmiando i costi di stampa, spedizione e conservazione dei documenti". Gli ultimi chiarimenti riguardano l'emissione della fattura elettronica nel caso di commercio al minuto, così come i casi di fatture datate 2018 e ricevute nel 2019. Infatti, a differenza di quella cartacea, la fattura elettronica andrà per forza redatta tramite PC, tablet o smartphone. Viene quindi firmata digitalmente (tramite firma elettronica qualificata) dal soggetto che emette la fattura o dal suo intermediario in modo da garantire origine e contenuto; chi emette la fattura dovrà poi inviarla al destinatario tramite il Sistema di interscambio che, per legge, è il punto di passaggio obbligato per tutte le fatture elettroniche emesse verso la pubblica amministrazione e verso i privati; dopo i controlli tecnici automatici, il Sistema di interscambio provvede a recapitare il documento alla pubblica amministrazione o al soggetto privato a cui è indirizzato.

Per i privati non essendo titolari di Partita Iva, è essenziale la presenza nella fattura del codice fiscale del privato e nel campo codice univoco l'inserimento di sette zeri. In particolare, gli esperti dell'Osservatorio Fatturazione Elettronica eCommerce B2b del Politecnico di Milano calcolano che sono 4.500 le grandi aziende italiane, 250mila le Pmi e 2 milioni e 550mila le micro imprese che sono da oggi tenute a emettere fatture esclusivamente in formato digitale nelle transazioni tra tutti gli operatori residenti e stabiliti sul territorio nazionale, per un totale di circa 3 miliardi di fatture elettroniche stimate nel 2019.

Nei primi sei mesi di applicazione la normativa ha previsto un avvio soft con le fatture elettroniche che dovranno essere predisposte entro la scadenza della liquidazione periodica dell'Iva (che sia mensile o trimestrale). Nei sei mesi successivi la fattura potrà essere emessa e trasmessa allo Sdi entro dieci giorni dall'operazione. L'emissione della fattura oltre la data di liquidazione dell'IVA comporterà l'applicazione di una sanzione ridotta al 20 per cento.