Di Maio rassicura: "Reddito di cittadinanza solo per i cittadini italiani"

Di Maio rassicura:

Tirare il sasso e nascondere la mano è diventata filosofia d'azione e dal deficit al 2,4%, alla tassa sul volontariato, passando per le eco-imposte sui veicoli, è stato un continuo annunciare misure per poi smentirle il giorno dopo, una volta ricevuti i feedback della gente. Basta analizzare le dichiarazioni del Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, per rendersene conto. E poi fonti della presidenza del Consiglio hanno fatto sapere che, pur "rispettando le norme europee e la Costituzione, stiamo inserendo vincoli per gli stranieri, come la residenza di oltre 10 anni e non avere precedenti penali, che porta la platea di italiani che percepiranno il reddito di cittadinanza a oltre il 90%". Tra questi, quelli composti da stranieri regolari in Italia da più di cinque anni sono circa 200 mila, circa un sesto.

Una replica però che non convince del tutto, o meglio per niente fintanto che il testo non definitivo della misura non verrà modificato (ammesso appunto che venga modificato). E, a mettere nei guai Di Maio, è la questione stranieri. Le regole sono state illustrate nei dettagli dal nostro giornale partner Quotidiano.net: "Il reddito di cittadinanza 2019 prende forma: sarà istituito "a decorrere dal mese di aprile" e il sostegno decorrerà "dal mese successivo a quello della richiesta". Viene da chiedersi come possa essere valutato il merito.

Per quanto riguarda i paletti del reddito di cittadinanza - elenca ancora la Stampa - i beneficiari dovranno avere un Isee inferiore a 9.360 euro, un patrimonio mobiliare che non superi i 30mila euro, un reddito annuo inferiore a 6mila euro per i single o a 12.600 nel capo di una coppia con quattro figli minori. Ma chi li aiuterà a raggiungere questo importante obiettivo? Trascorsi i 18 mesi, se le condizioni saranno invariate e l'interessato ancora disoccupato, è previsto un "tagliando" che concede una proroga di altri 18 mesi.

Torino - La legge sul reddito di cittadinanza "riguarda coloro che sono cittadini italiani". Non si sa al momento chi saranno e come saranno selezionate le figure preposte a formazione e coordinamento.

"La nostra norma sul reddito di cittadinanza è rivolta agli italiani" così il vicepremier Luigi Di Maio rompe gli indugi in merito alla misura fortemente voluta dai Cinque Stelle e inserita in manovra. Il concetto del merito è il suo personale compromesso con il popolo sovranista, che strizza l'occhio alla dialettica del "i bravi immigrati sono ben accetti".

Nella bozza si stima inoltre che per l'erogazione del reddito e della pensione di cittadinanza servano 6.110.000 nel 2019, che salgono a 7.755.000 nel 2020; 8.017.000 nel 2021; 7.841.000 nel 2022 e 7.841.000 nel 2023. La propria immagine ne uscirà più pulita davanti all'elettorato, ma il contenuto sarà lo stesso.

Quando Di Maio parla del criterio del merito vuole farci credere che concederà il reddito a una esigua minoranza di stranieri, ma nella realtà dei fatti non è così. Lo ha spiegato Il Sole 24 Ore.