Crolla la produzione industriale, la recessione è dietro la porta

Crolla la produzione industriale, la recessione è dietro la porta

I dati italiani sulla produzione industriale dimostrano a novembre 2018 un calo del 2,6% su base annua e dell'1,6% su ottobre, è solo l'ultimo dopo quelli altrettanto negativi di Germania e Francia, tanto da lasciare presagire una possibile recessione in tutta Europa.

Nei primi undici mesi del 2018 la produzione industriale italiana è cresciuta dell'1,2% rispetto all'anno precedente. Aumenti che non riescono tuttavia ad invertire la rotta generale: a fronte di una moderata crescita per i beni di consumo si registrano infatti diminuzioni rilevanti per beni intermedi, energia e beni strumentali.

L'andamento nei settori - I settori di attività economica con variazioni tendenziali positive sono le industrie alimentari, bevande e tabacco (+2,7%), la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+1,3%) e le altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+1,1%).

Le maggiori flessioni si rilevano invece nell'industria del legno, della carta e stampa (-10,4%), nell'attività estrattiva (-9,7%) e nella fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-6,7%). L'attuale fase di debolezza del ciclo economico italiano potrebbe inoltre proseguire anche nei prossimi mesi, alla luce della nuova flessione dell'indicatore anticipatore. Nel mese, ricorda l'Istituto, il clima di fiducia dei consumatori ha segnato un ulteriore calo: le aspettative per il futuro hanno registrato la diminuzione più sostenuta e le attese sulla disoccupazione sono aumentate.

"Il nuovo calo della produzione industriale rafforza il timore che il nostro Paese stia entrando ancora una volta in recessione".

"Mi attendevo e temevo un dato negativo: già i dati per alcuni partner europei erano stati anticipati, ed era difficile che anche per l'Italia non fosse di segno negativo", ha commentato il premier Giuseppe Conte.

Nel 2018 ha particolarmente sofferto il settore dell'auto, che a novembre ha toccato un -19,4% su base annuale. Poco migliori i dati in arrivo dalla Gran Bretagna, dove la produzione è scesa dello 0,4 per cento. "La conferma - spiega Quagliano - la si avrà soltanto il 31 gennaio quando verrà pubblicata la prima stima dell' Istat sulla crescita del Pil nel quarto trimestre 2018". Due trimestri consecutivi di contrazione equivalgono per gli analisti alla cosiddetta "recessione tecnica".