Cosa succede ora con Brexit?

Cosa succede ora con Brexit?

Theresa May, dopo la votazione, si è rivolta ai parlamentari dicendo che hanno "votato per quello che non vogliono, ma non hanno detto cosa vogliono". May stessa ha annunciato di essere disposta ad affrontare già domani una mozione di sfiducia nei suoi confronti che il leader dell'opposizione Jeremy Corbyn ha immediatamente presentato. Secondo i Labour, l'unica soluzione adesso è rimanere nell'UE perché l'ipotesi no-deal non è un'opzione contemplabile. La premier dichiara di volere "ripristinare il controllo delle nostre leggi" e promette di trovare un accordo che "non ci lasci metà dentro e metà fuori". Theresa May ripete la frase "Brexit means Brexit", che oggi viene usata dai detrattori del suo accordo.

Contro l'accordo si schierano tutte le forze dell'opposizione: laburisti, liberali, verdi e gli scozzesi dello Scottish National Party. In base a un emendamento approvato dal Parlamento, l'esecutivo è obbligato a presentare un piano B emendabile dalla Camera dei Comuni.

Pesa 15 chili e ha una durata stimata di 25 anni, a idearlo è stata la "Emergency Food Storage", azienda specializzata in cibo a lunga scadenza e altri generi di emergenza, per le situazioni che richiedono canali di approvvigionamento diversi da quelli classici. 50 TUE che disciplina l'uscita di uno Stato membro dall'Unione.

In questo caso si aprirebbero comunque scenari incerti: quanto dovrebbe durare la proroga? Se nessuno riesce a formare un governo ed ottenere la fiducia della House of Commons, allora si scioglie la Camera e si va a votare, con elezioni anticipate. In tanti chiedono un nuovo referendum per poter decidere. Con la bocciatura dell'accordo faticosamente negoziato con Bruxelles, vengono messi in discussione non solo il futuro politico della leader conservatrice, ma lo stesso percorso della Brexit.

Dopo la notizia del mancato accordo, è arrivata pronta la risposta dalle istituzioni europee.

La diretta video dal parlamento inglese: il voto finale sull'accordo è atteso intorno alle 21 ora italiana. "Il rischio di un ritiro disordinato del Regno Unito dall'Ue è aumentato con il voto di stasera - sottolinea - Anche se non vogliamo che succeda, la Commissione Europea continuerà il lavoro di emergenza per aiutare a far sì che l'Ue sia pienamente preparata" ad ogni evenienza.

Quando, insomma, si rischia l'isolamento per mesi, come nel caso di una paralisi degli scambi commerciali causata dalla chiusura delle frontiere, con la minaccia che i cittadini restino senza il cibo che il Regno Unito importa nella misura di oltre il 30% dall'Unione Europea, inclusa la famigerata pasta alla bolognese.