Carige, dimissioni a raffica e cda decaduto. Arrivano i commissari Bce

Carige, dimissioni a raffica e cda decaduto. Arrivano i commissari Bce

Genova. Banca Carige conferma che è stata posta in amministrazione straordinaria da parte della Banca centrale europea. Innocenzi, infine, sottolinea che "i vantaggi in termini di stabilità della banca si tradurranno in benefici per i clienti, i dipendenti e il territorio". Cda decaduto, tra i tre commissari il presidente Modiano e il ceo dimissionari Modiano e Innocenzi. Proprio le dimissioni della maggioranza del board hanno "reso necessario l'insediamento di una amministrazione straordinaria per governare la banca al fine di stabilizzare la sua governance e mettere in atto soluzioni efficaci per assicurarne sostenibilità". Il quale, saggiamente, gli ha suggerito di farsi affiancare dal vicedirettore della Banca d'Italia, Fabio Panetta (ha scelto lui personalmente quale terzo commissario di Carige, Raffaele Lener, avvocato romano legato a via Nazionale tanto da essere stato indicato come membro del comitato di sorveglianza di Popolare di Vicenza al momento del suo commissariamento) e dal direttore generale del Tesoro, Alessandro Rivera, che a Bruxelles ha trascorso mesi per trattare il caso delle due venete. Modiano inoltre, ha precisato che l'amministrazione straordinaria "semplificherà e rafforzerà la governance di Carige e di conseguenza l'esecuzione della strategia in un quadro di sana e prudente gestione".

I tre commissari straordinari proseguiranno le attività di rafforzamento patrimoniale, rilancio commerciale attraverso recupero delle quote di mercato nei segmenti core, derisking attraverso la riduzione dei non performing loan e ricerca di possibili 'business combination'. Prima della comunicazione del commissariamento la Consob ha sospeso il titolo in Borsa.

"Questi elementi troveranno una sintesi nel piano industriale la cui predisposizione è già in corso". Il prestito avrebbe dovuto essere restituito grazie a un aumento di capitale da 400 milioni di euro, ma i principali azionisti della banca, la famiglia Malacalza che controlla circa il 27 per cento delle azioni, si è rifiutata di sottoscrivere i circa 120 milioni di aumento di capitale che le sarebbero toccati, bloccando così l'operazione (l'avvocato di famiglia ha ricordato che i Malacalza hanno già investito 400 milioni di euro in varie operazioni di salvataggio).

"Siamo fiduciosi che i commissari, con il controllo delle autorità, porteranno avanti rapidamente questo progetto", ha detto il presidente del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd), Salvatore Maccarone, che ha salvato Carige sottoscrivendo il bond da 320 milioni e spinge per una rapida aggregazione.