Bimbo nel pozzo: si continua a lavorare per localizzarlo

Bimbo nel pozzo: si continua a lavorare per localizzarlo

Yulen giocava con un altro bambino nel campo, quando è precipitato nel pozzo di prospezione dell'acqua, profondo 110 metri e senza recinzioni. Il piccolo, di 2 anni e mezzo appena, è caduto domenica in un pozzo lungo 110 metri, di 25 centimetri di diametro, a Totala'n, nella periferia di Malaga, nel sud del Paese. Un dramma che ricorda la tragedia del piccolo Alfredo Rampi, morto nel 1981 dopo essere caduto in un pozzo artesiano vicino Frascati (in provincia di Roma). Si lavora giorno e notte.

Secondo testimonianze di membri delle squadre di salvataggio, citate dai media, il pianto flebile del bambino, inizialmente udibile, è cessato.

Alle operazioni assistono anche i genitori del piccolo, che nel 2017 hanno già perso un figlio di tre anni, Olivier, colto da un malore improvviso mentre passeggiava in spiaggia con la mamma e il papà. Per via della circonferenza ridotta del pozzo, i soccorritori non possono calarsi all'interno per cercare di recuperare il piccolo Yulen. L'incidente, come accennato, si è svolto domenica, la famiglia stava preparando una paella all'aperto nel terreno di proprietà di un parente, in un'area montuosa vicino al Cerro de la Corona, nella Sierra di Totalán. A dare l'allarme un familiare che ha visto il piccino precipitare e lo ha sentito piangere. "Con l'aiuto dei tecnici valutiamo tutte le alternative per salvare il bambino e rimuovere il tappo di terreno del pozzo, provocato a un'ottantina di metri probabilmente da una frana". Nelle operazioni sono impegnate un centinaio di unità del Consorzio provinciale dei vigili del fuoco, della Protezione Civile, della Squadra di Salvataggio e Intervento di Montagna (Ereim), della polizia e della guardia civile, così come sub dell'istituto armato, dato che non si sa ancora se ci sia acqua nel fondo della cavità di prospezione. Ieri la telecamera calata nel pozzo è riuscita a individuare al di sopra della massa solo il sacchetto di caramelle che Julen aveva in mano quando è caduto.

A tal fine, nella zona di difficile accesso per le caratteristiche morfologiche del territorio, si lavora con "tre tecniche differenti", secondo quanto ha annunciato il portavoce della guardia civile, Bernardo Moltó. "Stiamo vivendo un inferno", queste sono le parole che la nonna materna ha detto a TV Sur, ma nessun'altra dichiarazione è stata rilasciata dai genitori. Pertanto, in seguito, è stato avviato un processo per tentare di estrarre la terra, che si è rivelato molto lento poiché era a malapena possibile avanzare di circa 30 centimetri.

La Sottodelegata del Governo di Malaga, María Gámez, ha dichiarato che "la priorità ora è quella di localizzarlo e raggiungerlo".