Apple crolla in Borsa, da ottobre bruciati 446 miliardi di capitalizzazione

Apple crolla in Borsa, da ottobre bruciati 446 miliardi di capitalizzazione

Apple rivede al ribasso le stime di vendita per la prima volta in 16 anni e crolla in Borsa perdendo il 9,96% al termine di una convulsa giornata per Wall Street: il Dow Jones perde il 2,83% a 22.686,49 punti, il Nasdaq cede il 3,04% a 6.463,50 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 2,47% a 2.447,93 punti.

Apple spiega la revisione con il rallentamento dell'economia cinese, penalizzata anche dalla guerra dei dazi di Donald Trump, e la debole domanda di iPhone nel paese. La causa è da ricondurre non solo al successo degli ultimi iPhone inferiore alle aspettative, ma soprattutto al calo delle vendite in Cina. Apple ritiene inoltre che "l'ambiente economico in Cina sia stato ulteriormente influenzato dall'aumento delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti". All'epoca infatti i risultati messi a segno iPhone X nei primi mesi sul mercato sono rientrati nel primo trimestre fiscale del 2018, con l'arrivo dei negozi che è avvenuto praticamente a ridosso delle festività natalizie.

Cupertino, così come l'ex colosso dei cellulari, è fortemente dipendente dagli upgrade dei suoi dispositivi e più l'economia rallenta meno i consumatori sono disponibili a cambiare il loro smartphone per un modello nuovo fiammante. Tra i fattori che hanno contribuito alla situazione, il CEO sottolinea anche il grande taglio di prezzo della sostituzione della batteria di alcuni iPhone in seguito alle polemiche nate nel 2017. Se si prendono in considerazione le aziende comprese nell'indice di borsa S&P 500, circa il 40 per cento dei ricavi prodotti deriva da attività svolte all'estero. L'oro ha superato i 1.290 dollari. Il problema, soprattutto per Apple, è che in questi mercati la maggior parte degli acquirenti non è disposta a spendere fino all'equivalente di mille euro per un iPhone, e preferisce acquistare uno smartphone Android di qualità e magari più costoso della media, ma comunque più conveniente di un iPhone. Da tempo gli analisti prevedono un rallentamento della Cina, che potrebbe avere effetti molto seri sul settore tecnologico statunitense, a cominciare dalla Silicon Valley. Il peggioramento ha avuto probabilmente un ritmo e un andamento sottovalutato da Apple.

In tutto questo, ci sono dei dati rilevanti da sottolineare.