A Sarzana lo storico bassista di Fabrizio De Andrè

A Sarzana lo storico bassista di Fabrizio De Andrè

L'11 gennaio di vent'anni fa ci lasciava Fabrizio De Andrè, Faber, come lo aveva soprannominato il grande amico di sempre Paolo Villaggio per l'eufonia con il nome e per quell'infantile passione per le matite della Faber-Castell. In quella data, come ha fatto per 18 anni della sua vita, Pier Michelatti era al fianco di Fabrizio; l'appuntamento di venerdì prossimo nella nostra città sarà l'occasione per ricordare esperienze e momenti unici vissuti al fianco di un artista straordinario che seppe unire la capacità di osservazione e di ascolto alla ricerca della "parola-perfetta", con la quale raccontare pregi e difetti della moltitudine umana.

"Gli arcobaleni di altri mondi intorno a Fabrizio De André".

"Io sono il bombarolo che dorme dentro me, io sono l'esaltazione del parossismo e delle sue declinazioni". Un concerto che si delinea narrativo, sulla figura di De Andrè non solo cantautore, ma profondo indagatore dell'animo umano, idealista indefesso, sensibile oltremodo alle ingiustizie sociali, personalità di spessore traboccante troppo stretta al conformismo di classe. L'importante e' ricordare, anche perche', e' difficile "avere un mondo nel cuore e non riuscire ad esprimerlo con le parole. Un itinerario capace di emozionare e attrarre differenti generazioni di pubblico". "Ogni forma, ogni termine saranno sempre inadeguati a restituire l'intensita' integra del ricordo", commenta Dori Ghezzi, moglie di De Andre'.

A coordinare il tavolo dei testimonial Ilaria Cavo, assessore regionale alla Cultura e la professoressa Margherita Rubino, in quanto ideatrici dell'evento e del progetto "La Casa dei Cantautori", che sorgerà nel complesso monumentale dell'Abbazia di San Giuliano, già finanziato dal Mibac, dove De André avrà un ruolo e uno spazio fondamentale.

Sono un mosaico di storie, che raccontano la propria prima volta a Fabrizio De André. Sarà un pomeriggio di ricordi, emozioni, musica, parole e anche qualche improvvisazione.

Il fascino di un alto borghese che si schiera sempre dalla parte degli ultimi, la coerenza con cui impone le sue scelte al mercato rifiutandone il condizionamento e l'insieme delle sue doti artistiche spiegano probabilmente il successo di un cantautore che ha tentato di creare una corrispondenza fra la sua opera e la sua esistenza, offrendo una testimonianza a cui è difficile restare indifferenti.

Parteciperanno Flavio Brighenti, giornalista ed amico del cantautore, Patrizia Traverso, fotografa e scrittrice e Ambasciatrice di Genova nel Mondo come Anna Maria Campiello, che leggerà una sua poesia, Fabrizio Calzia, editore e faberologo, Pasquale Dieni e Gianni Amore in rappresentanza de Le Quattro Chitarre, e Charlie D'Agosto per un tributo in musica e il pittore Giacomo Duddu Bonino (qui il programma).