Un antico predatore... quasi ticinese

Un antico predatore... quasi ticinese

Chissà che Steven Spielberg non ne tragga ispirazione. Si chiama Saltriovenatur zanellai, in onore del luogo di ritrovamento e del suo primo scopritore Angelo Zanella, un appassionato di geologia. Saltriovenator fa parte di una specie di dinosauri predatori che andando dietro nel tempo si fermerebbe a 25 milioni di anni fa. E' vero che, però, ci sono voluti più di 20 anni per estrarre tutti i reperti e ricostruire l'esemplare di Saltriovenator zanellai che, con i suoi 7,5 metri di lunghezza e il peso di almeno una tonnellata, rappresenta il più grande e più robusto dinosauro predatore del Giurassico inferiore. Il solo cranio misurava 80 centimetri ed era dotato di denti aguzzi come pugnali.

Saltriovenator zanellai, così è stato battezzato il reperto scoperto per caso nel 1996 da un cacciatore di fossili dilettante, è importante per molti aspetti diversi.

Un altro particolare importante per la paleontologia e soprattutto per la storia degli uccelli è la struttura della mano, dimostrazione di come i dinosauri predatori abbiano progressivamente perso il mignolo e l'anulare acquisendo la mano a tre dita, che avrebbe portato allo sviluppo dell'ala degli uccelli.

Dal Sasso, paleontologo del Museo di Storia Naturale, ha spiegato: "Sebbene frammentario, lo scheletro mostra un mosaico di caratteri anatomici ancestrali e derivati". Per identificare le ossa più "malridotte" gli scienziati italiani sono andati in America, per la precisione in California e a Washington, per raffrontarle con quelle di scheletri più completi. "Per completare il puzzle abbiamo usato anche una stampante 3D".

I resti di Saltriovenator rappresentano le prime ossa di dinosauro su cui sono state trovati morsi e rosicchiature di pesci e invertebrati marini, segno che la carcassa è rimasta sul fondo marino per mesi o anni prima di fossilizzare. Primo dinosauro italiano risalente al Giurassico e unico dinosauro lombardo al mondo, è stato ritrovato a Saltrio (Varese), in una cava nota per aver fornito blocchi di pietra per il Teatro alla Scala, la Galleria Vittorio Emanuele e il Palazzo Reale di Milano.