Tav? Pazienza al limite Le infrastrutture sono centrali

Tav? Pazienza al limite Le infrastrutture sono centrali

"Il messaggio di oggi (ieri, ndr) - ha detto il repsidente di Confindustria, Boccia - è un richiamo alla politica e al governo da parte dei corpi intermedi dello Stato: avere il senso del limite". Una promessa a Di Maio: se ci convoca tutti e dodici non lo contamineremo. Sì agli investimenti strategici.

SERVE MANOVRA ANTICICLICA - Scettico anche il giudizio sulla manovra che è "molto concentrata sui fini del contratto di governo e ha poco in termini di crescita, se poi aggiungiamo l'ansia dei cantieri Lione-Torino e il depontenziamento di alcuni strumenti, collegato al rallentamento dell'economia globale, al rallentamento della Germania e ai nostri dati, ci dovrebbero far comprendere che il Paese non ha bisogno di una manovra cosiddetta espansiva ma anticiclica" ha concluso il numero uno di Confindustria, dopo aver ribadito che la manovra "è debolissima sulla crescita". "Il problema evidentemente non siamo noi". "Il messaggio - conclude - è sì alle infrastrutture, sì alla crescita. È dobbiamo farlo il più velocemente possibile", avverte il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti.

Rispondono a distanza i No Tav, che sfileranno l'8 dicembre a Torino. L'accusa mossa contro gli imprenditori è che "l'alzata di scudi c'è solo quando i ben poco intraprendenti imprenditori rischiano di perdere una ricca commessa di soldi pubblici", poiché, continua il movimento che si oppone alla linea in Val Di Susa, "ben poco attivismo imprenditoriale si è visto quando la disoccupazione giovanile ha toccato il 40% o le infrastrutture da nord a sud sono crollate facendo vittime e feriti". Col presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, sono presenti i vertici di Casartigiani, Ance, Confapi, Confesercenti, Confagricoltura, Legacoop, Confartigianato, Confcooperative, Confcommercio e Cna. Tutti uniti, e tutti critici con il "Governo del no".

Sollecitare il rilancio delle infrastrutture e la Tav Torino - Lione: con questo intento si è chiusa la manifestazione organizzata alle ex Grandi Officine Riparazioni di Torino.

"Una rete infrastrutturale europea - afferma il manifesto - non è tale senza tutti i corridoi in cui si articola e, senza la Torino-Lione non esisterebbe il Corridoio Mediterraneo, per il quale l'Italia si è battuta con vigore". E abbasserà la quota residua che l'Italia deve ancora stanziare da 1,2 miliardi a 366 milioni di euro. "Costruendola invece al 2030 si ridurrebbe il transito stradale di quasi un milione di veicoli pesanti l'anno, tagliando emissioni inquinanti per tre milioni di tonnellate equivalenti di Co2".