Pensione anticipata precoci 2019, Quota 100 o Quota 41? Differenze e requisiti

Pensione anticipata precoci 2019, Quota 100 o Quota 41? Differenze e requisiti

Saranno giorni di fuoco, quindi, attendendo tra l'altro il giudizio dell'Unione Europea che, in caso di parere negativo, potrebbe far saltare nuovamente le carte in tavola.

Infatti, invece di partire a Febbraio 2019 come era stato precedentemente annunciato, Quota 100 partirà in primavera. Il governo stima una propensione all'utilizzo della misura dell'85% degli aventi diritto ma tecnici vicini al dossier assicurano che il tiraggio sarà più basso perché una parte consistente della platea è formata da dipendenti pubblici (circa 170.000) che avranno probabilmente un interesse più basso dei privati all'anticipo della pensione.

Dopo l'incontro tra il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il Presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, sono cambiate un pò di cose per ciò che concerne Quota 100, la misura che il governo ha deciso di adottare per superare la Legge Fornero.

La Riforma pensione prevede la Quota 100 con i requisiti di 62 anni di età e 38 anni di contributi, valida per tre anni.

Le pensioni anticipate si potranno conseguire a qualsiasi età anche nel 2019 con 42 anni e 10 mesi di contributi se uomini e 41 anni e 10 mesi se donne senza l'aumento di cinque mesi dell'aspettativa di vita che nel 2019 per l'età di vecchiaia.

Potranno andare in pensione anticipatamente con ricalcolo contributivo tutte le donne nate fino al termine del 1959. La prima data utile sarà il primo ottobre.

Inoltre, il Governo si impegnerà a prorogare - ma solo con la prossima Legge di Bilancio - Opzione Donna anche per gli anni avvenire. Oggi in Vaticano, come ha stabilito nel 2009 Benedetto XVI con una mini riforma previdenziale, si va in pensione a 65 anni per i laici, e 70 anni per il personale religioso, pari a 2000 tra suore e preti. Secondo indiscrezioni, infatti, per recuperare alcune risorse da destinare a Quota 100, la rivalutazione delle pensioni sarà bloccata per gli assegni di importo superiore a 1.530€. Le ipotesi accreditate sono due: quella di un emendamento alla Legge di Bilancio, la modalità che con ogni probabilità verrà impiegata per regolamentare il reddito di cittadinanza, oppure tramite un decreto elaborato appositamente. Quota 100 dunque non dovrebbe cambiare quello che è il corso della pensione anticipata e qualora invece dovesse essere introdotta quota 41 per tutti tanto voluto e desiderato dal vicepremier Salvini cambierebbero ovviamente le carte in tavola. La scelta del Governo Conte di ridurre il deficit previsto per il 2019 dal 2,4 al 2,04% è ritenuta giusta dal 62% degli italiani, convinti dell'opportunità di evitare la procedura d'infrazione e i rischi dello Spread, mantenendo però le misure economiche fondamentali. Il primo paletto certo riguarda il taglio sulla pensione: chi anticipa versa meno contributi e vede quindi una riduzione dell'assegno. Assegni per i quali, come abbiamo visto in precedenza, non si applicherà più nemmeno la rivalutazione dell'importo.