Milano, Fabrizio Corona non torna in carcere. Rigettata la richiesta dell’accusa

Milano, Fabrizio Corona non torna in carcere. Rigettata la richiesta dell’accusa

Aveva inoltre fatto presente ai giudici come l'ex re dei paparazzi avesse insultato il magistrato della procura generale di Milano che aveva chiesto di condannarlo a 2 anni e 9 mesi di carcere nel processo d'appello sul caso del cosiddetto tesoretto da 2,6 milioni in contanti sottratto al fisco: "Il pg non ha capito un cazzo", erano state le parole pronunciate fuori dall'aula da Corona davanti a giornalisti e telecamere. E' questa la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha rigettato la richiesta della Procura di revocare il provvedimento di affidamento terapeutico, concesso a Corona a febbraio per dargli la possibilità di disintossicarsi dalla dipendenza dalla cocaina.

Il solito Fabrizio, direte voi, ed invece no: per il tribunale Corona sta cambiando, si sta comportando bene in affidamento e quindi non dovrà tornare dietro le sbarre, questo è quanto.

Niente carcere per Fabrizio Corona. Anche se con delle prescrizioni precise: non dovrà mai rientrare più tardi delle 23.30 a casa e dovrà presentarsi ai controlli medici e ai colloqui con gli psicologi. Ma proprio su questa discussione l'avvocato dell'ex fotografo ha depositato una memoria parlando di "una scena concordata prima per incrementare gli ascolti di una trasmissione che non stava avendo dei grandi risultati".

I giudici hanno dato, però, ragione all'avvocato di Corona, Antonella Calcaterra, che aveva sostenuto che Corona "è un personaggio pubblico" e che dunque i suoi interventi in tv e le sue ospitate ad eventi mondani rientrano a pieno titolo nella sua attività professionale. Ora possiamo ritornare a scrivere la storia - ha proseguito Corona - presto dirò la mia, senza gridare.