Manovra, scontro tra Tria e opposizioni. Poi il ministro: "Possibili misure aggiuntive"

Manovra, scontro tra Tria e opposizioni. Poi il ministro:

Il ministro aveva anche proposto di lasciare l'obiettivo di deficit del 2019 al 2,4% del Pil - troppo per Bruxelles - ma di provare a far accettare la manovra spostando tutte le spese su investimenti che aumentino il potenziale di crescita dell'Italia. Sta cambiando fortemente il contesto, la Germania sta rallentando e lo spread elevato ha effetti sull'economia. Ma "ad oggi la manovra non è cambiata", stiamo "valutando i costi di quota 100 e reddito di cittadinanza" e "la scelta sarà politica".

Per ora il lavoro non è di tipo tecnico, ma politico. Quando finalmente è stata data la parola al ministro, Tria ha chiarito che avrebbe dato un'informativa, ma che non si trattava di un'audizione, e quindi non avrebbe risposto ad alcuna domanda.

Non si tratta di una decisione già presa - sottolineano varie persone che lo conoscono - quindi Tria potrebbe restare al suo posto come del resto è già successo dopo vari incidenti politici del passato.

Nella legge di bilancio "ci saranno novità sul costo del lavoro", ha aggiunto il vicepremier e ministro, spiegando che "stiamo lavorando alla riduzione del costo del lavoro e ad un ulteriore incentivo alle imprese che assumono a tempo indeterminato". Ma la situazione sarebbe più complicata: secondo Il Giornale, Tria avrebbe inviato a Renato Brunetta, collega cui è legato da un'amicizia ventennale, un sms in cui scrive: "Non ce la faccio più". Nei messaggi non compare la parola "dimissioni", ma il tono è eloquente: "L'ultimo è stato quello di mandarmi davanti alla commissione parlamentare di ritorno dall'Ecofin". Quella è la mia luce.

Quanto alla manovra, il governo giallo-verde vorrebbe chiudere la partita prima del possibile incontro (non ancora confermato) in programma per martedì prossimo a Strasburgo fra Conte e il presidente della Commissione europea Juncker. E così, la Lega dà il via libera al taglio delle pensioni volute da Di Maio, a patto di introdurre il "saldo e stralcio" sulle cartelle di Equitalia sponsorizzato da Salvini. Il tema è da informativa non da audizione, non sono in grado di fare un'audizione. "Se qualcuno pensa di far litigare il governo su questa norma si sbaglia, perché alla fine prevale il buon senso dall'una e dall'altra parte".