Manovra, Di Maio: 'Noi non tradiremo gli italiani'

Manovra, Di Maio: 'Noi non tradiremo gli italiani'

E alla domanda se si sia parlato del 2%, Conte replica: "Non abbiamo parlato di numeri finali".

Con la Commissione Ue sulla manovra, ha poi ribadito in chiusura del vertice, "c'è un negoziato in corso" e si stanno compiendo "passi in avanti" e valutando una serie di soluzioni.

Il ministro del Lavoro ha poi parlato della situazione dell'economia italiana ancora stagnante dicendo che è la conseguenza della politica della precedente amministrazione: "È logico che l'economia si fermi se l'ultimo governo del Pd ha fatto una manovra insipida che non aveva alcun investimento". "I rispettivi staff tecnici stanno lavorando quotidianamente e continueranno a farlo anche in questa settimana e confidiamo di aggiornarci nei prossimi giorni - ha spiegato - per verificare la plausibilità di alcune soluzioni tecniche". Non c'è equilibrio tra la parte espansiva - che riguarda tre grandi categorie: la flat tax per gli autonomi, la riforma delle pensioni e il reddito di cittadinanza, - e le ragioni della crescita", osserva Boccia, che ribadisce: "Questa legge di bilancio sul fronte crescita è molto debole, addirittura su molti aspetti la depotenzia. "L'obiettivo è evitare la procedura di infrazione, è il primo obiettivo nell'interesse dell'Italia ma, fatemi dire, anche dell'Europa", ha detto Conte. Particolare importanza ha avuto il meeting con l'addetto alla cultura della rappresentanza permanente dell'Italia presso l'Unione Europea, Leo Lorusso. Quando ci siamo seduti intorno ad un tavolo per iniziare ad impostare una manovra, ci siamo ritrovati con un carico di 12 miliardi e mezzo per il 2019 per l'Iva.

"Nella trattativa, se non si chiede al governo di tradire gli italiani, possiamo portare avanti tutti i punti di caduta e compromessi che vogliamo", così il vicepremier Luigi Di Maio oggi a Treviso per incontrare i lavoratori di un'azienda per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, ha ripetuto di essere aperto a dialogare con l'Ue sull'eventuale previsione di abbassamento del rapporto fra deficit e Pil dal 2,4% al 2%: "Non fermiamoci ai numerini".