Macron si piega e congela i rincari. Ma i gilet non mollano

Macron si piega e congela i rincari. Ma i gilet non mollano

"Questa e' una proposta che e' ben al di sotto di cio' che il movimento dei 'gilet gialli' vuole". Sei mesi di "tregua fiscale" che permetteranno anche di avviare una grande concertazione nazionale.

In queste ore sono annullati gli incontri politici del Governo con i rappresentanti del Movimento dei Gilet Gialli a causa di minacce pervenute via telefono e via mail o social.

All'angolo Il presidente Macron, che aveva difeso strenuamente le misure per combattere il cambiamento climatico e rispettare gli impegni di riduzione del deficit, è stato costretto a rivedere completamente la sua linea (Bbc), ma per i "gilets jaunes" la mossa non è sufficiente: "Non basterà certo una moratoria ad addormentarci", ha avvertito uno dei portavoce del movimento, che ha annunciato una nuova mobilitazione nelle piazze per sabato.

L'agitazione nei licei era già cominciata la scorsa settimana, ma proprio per far crescere la pressione sull'esecutivo, sfruttando anche la breccia aperta dai 'gilet gialli', sindacati e associazioni di studenti hanno rafforzato il movimento di protesta.

Tra le critiche ai metodi di polizia in un sabato che ha visto decine di auto bruciate e negozi devastati, il governo ha escluso l'imposizione dello stato di emergenza.

"Proponiamo dei gesti di riconciliazione per tornare al tavolo", ha detto. Il ministro dell'Economia Bruno Le Maire ha detto che la soluzione per aumentare il potere d'acquisto delle famiglie è di ridurre il peso del fisco, tra i più alti in Europa. "Ma per questo dobbiamo accelerare il calo della spesa pubblica". "All'uscita, è stato fischiato e insultato da un piccolo gruppo di manifestanti". I rivoltosi non sono quindi i soliti figli di papà del genere The Dreamers e e nemmeno i maghrebini di seconda o terza generazione delle banlieu, ma francesi che si ritengono per certi versi i veri francesi. I feriti in tutta la Francia sono 263, di cui 133 nella capitale, 23 dei quali membri delle forze dell'ordine.

L'errore commesso dal Presidente è consistito nel non dichiarare i suoi scopi: naturalmente, ai Francesi - come anche agli Italiani, tutto il mondo è paese - non interessa un bel nulla dei Paesi in sviluppo e della moralizzazione dei rapporti economici internazionali, e neppure degli ammonimenti del Papa. Si può cercare tuttavia di spiegare i motivi della rabbia che ha portato i "troppo poveri per beneficiare delle politiche di abbassamento delle tasse, troppo ricchi per beneficiare dei trasferimenti redistributivi" a ribellarsi, come ha spiegato a France Culture Julien Damon, professore associato di Sciences Po. Tre persone sono morte in incidenti legati alle proteste iniziate il 17 novembre. Circa 190 incendi sono stati spenti e sei edifici sono stati dati alle fiamme, ha riferito il ministero degli Interni.