Macron nella Parigi delle barricate "Nessuna impunità per i gilet gialli"

Macron nella Parigi delle barricate

Dieci persone sono rimaste ferite da questa mattina nella zona attorno agli Champs-Elysees, dove sono in corso scontri fra circa 1.500 gilet gialli che tentano di forzare i blocchi della polizia a protezione degli Champs-Elysees. Oggi è stata poi annunciata un'altra vittima collaterale delle proteste. Internamente alla protesta, qualcuno si fa forte di un peso economico della vita che è analogo anche in altre nazioni d'Europa, ventilando il rischio di vedere manifestazioni simili contro governi troppo "distanti" dal popolo anche fuori dalla Francia. I sindacati dei liceali - come UNL, SGL, Fidl - contestano in particolare le riforme del diploma e del liceo, come pure la piattaforma Parcoursup di accesso agli studi superiori. "La porta del governo resta aperta", ha detto il premier al termine della riunione con l'unico rappresentante dei gilets-jaunes rimasto dentro, mentre su Change.org supera un milione di firme la petizione 'Pour une baisse des prix du carburant à la pompe' lanciata dalla casacca gialla Priscilla Ludosky. Il sindacato francese Cgt ha invece annunciato una "grande giornata di azione" per il 14 dicembre, per chiedere un aumento "immediato" di salari, pensioni e tutele sociali.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che l'ondata di violenza e vandalismo a Parigi non può essere giustificata in alcun modo e non ha nulla a che fare con l'espressione pacifica di rabbia legittima. Il presidente ha percorso a piedi avenue Kléber, una delle vie più ricche della capitale, che ieri è stata teatro di barricate e incendi come del resto avenue Foch, altro luogo simbolico dell'alta borghesia parigina.

I gilet gialli si sarebbero resi disponibili a un incontro con il governo per presentare le proprie richieste (stop aumento benzina e sovrattassa sulle revisioni), ma l'Eliseo sarebbe sul punto di optare per delle misure eccezionali per placare le violenze. Quello che sta accadendo "è allucinante". I rivoltosi non sono quindi i soliti figli di papà del genere The Dreamers e e nemmeno i maghrebini di seconda o terza generazione delle banlieu, ma francesi che si ritengono per certi versi i veri francesi. Un gruppo impone la sua piccola dittatura e tutti gli altri obbediscono. Il movimento iniziato pacificamente sta sfuggendo ad ogni logica e ragionevolezza. "Non esiste che io protegga dei ragazzini irresponsabili che vogliono andare ancora una volta a sfasciare tutto a Parigi". Il ministero degli Interni francese ha già segnalato l'arresto di 60 persone questo sabato.