Le dieci città con l’IMU più cara

Le dieci città con l’IMU più cara

Sono escluse da Imu e Tasi le abitazioni principali, ad eccezione di quelle che rientrano nelle categorie catastali A1, A8, A9 che invece rimangono assoggettate alle aliquote vigenti per l'acconto di giugno. Confedilizia segnala che vi è la possibilità di sanare il tutto avvalendosi dell'istituto del ravvedimento operoso sia per l'Imu sia per la Tasi. Si tratta di immobili classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Si rammenta, inoltre, che, in caso di possesso dell'immobile inferiore a 12 mesi, per effettuare il calcolo dell'imposta dovuta a Saldo utilizzando il programma disponibile sul sito istituzionale del Comune di Napoli, nel campo "mesi di possesso" bisogna inserire solo il numero dei mesi di possesso maturati nel secondo semestre dell'anno; e nel campo "includi nell'acconto" bisogna selezionare la voce "NO - acquistato dopo giugno". Come si paga? Il contribuente può scegliere con il modello F24 o il bollettino di conto corrente postale precompilato. L'operazione interesserà 25 milioni di proprietari di immobili (il 41% del totale sono lavoratori dipendenti e pensionati). Oggi, lunedì 17 dicembre, infatti, è l'ultimo giorno utile per il versamento del saldo 2018 relativo all'Imposta Municipale Propria (Imu) e al Tributo per i servizi indivisibili (Tasi), le tasse sulla casa che, insieme alla tassa sui rifiuti (Tari), costituiscono l'Imposta Unica Comunale (Iuc). Cifre alla mano, il costo medio complessivo su una "seconda casa" ubicata in un capoluogo di provincia sarà di 1.070 euro medi (535 euro da versare con la rata di dicembre) con punte di oltre 2 mila euro nelle grandi città: il costo maggiore in valore assoluto per una seconda casa a disposizione si registra a Roma con 2.064 euro medi; a Milano, invece, si pagheranno 2.040 euro medi; a Bologna 2.038 euro; a Genova 1.775 euro; a Torino 1.745 euro.

Il tempo stringe per i proprietari di un immobile in Italia: domani, lunedì 17 dicembre 2018, è l'ultimo giorno per pagare Imu e Tasi. Se ci si mette in regola tra 15 e 30 giorni (ravvedimento breve) la sanzione è fissa dell'1,5% dell'importo da versare più gli interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale.