La vera storia delle tessere di Poste per il reddito di cittadinanza

La vera storia delle tessere di Poste per il reddito di cittadinanza

Dichiarazione che aveva creato qualche stupore, visto non esiste un normativa approvata dal Parlamento e che non si conoscono neanche i requisiti per poterlo ottenere. Nessuno sa ancora bene i dettagli del reddito di cittadinanza. "Sono state stampate le tessere per il reddito di cittadinanza? - si chiedono le senatrici Pd Caterina Bini e Simona Malpezzi - A questo punto pretendiamo una risposta pubblica dal Presidente del Consiglio". Interpellata ieri a Otto e mezzo su La7, la viceministra Laura Castelli, aveva risposto in modo molto sibilino su quale soggetto fosse stato scelto per la stampa della card. Chi ha dato ordine di stampa?

Eppure le domande della conduttrice erano semplici: "Di Maio ha annunciato che sono in stampa le tessere elettroniche: intanto sono 5 o 6 milioni?" Siamo di fronte ad un danno erariale o all'ennesima bufala?

Ma come funzionerà la tessera che dovrebbe erogare la misura di sostegno al reddito?

Il 'giallo' sulle card potrebbe non trovare soluzione a breve. O forse, semplicemente, Durignon non sa che Di Maio e Castelli, come Totò e Peppino nel film la Banda degli onesti, stanno facendo tutto di nascosto, in una tipografia nascosta chissà dove.

"Ieri la sottosegretaria Castelli -sottolineano le parlamentari dem- ha ripetuto ciò che aveva detto il ministro Di Maio". Il decreto di Berlusconi e Tremonti verrà quindi utilizzato ora dal reddito di cittadinanza pentastellato, in totale continuità con i governi degli ultimi dieci anni.

Resterebbe inoltre il vulnus del bando di gara di norma previsto in questi casi per assegnare gli appalti, nella fattispecie la pubblicazione delle tessere, del quale ancora non si è avuta notizia. È stata fatta una gara pubblica o un affidamento alla Sogei? Ma quindi, chi ha ragione?

E' ripreso in commissione Bilancio della Camera l'esame degli emendamenti alla manovra. "Non c'è nessun giallo".

Saranno futuro. Non che sia iniziata la stampa.

La Commissione Ue, da parte sua, punta l'attenzione sulla questione della sostenibilità della misura: "La Commissione ha da sempre sostenuto l'introduzione di schemi di reddito minimo garantito ma la questione per molti stati membri, non solo l'Italia, è come finanziare questi schemi e come questi debbano essere concepiti perché siano più efficienti nella lotta contro la povertà - spiega un portavoce della Commissione Ue dopo l'incontro tra la commissaria alle politiche sociali Marianne Thyssen e il vicepremier Luigi Di Maio - Di questo è stato discusso oggi: il governo italiano è stato invitato a esaminare il provvedimento con attenzione".