La Francia verso il deficit al 3,5% con le promesse di Macron

La Francia verso il deficit al 3,5% con le promesse di Macron

Il tutto per un costo stimato tra 8 e 10 miliardi di euro, che si suppone andranno ad aggiungersi al deficit programmato nella manovra fiscale francese (che dal 2,8% potrebbe passare al 3,2 o 3,3% del Pil). Un impatto che, sommato a una leggera flessione della crescita, potrebbe far salire il deficit.

Se hai un abbonamento, ACCEDI. Rassicurante l'analisi di Mario Ajello ("Il Messaggero") che la buttava in filosofia: "Il Ciclone Emmanuel è quello che per ora ha rimesso a posto gli schemi". Il presidente francese, sempre stando ai sondaggi, è riuscito a far diminuire il sostegno dei francesi al movimento di protesta.

"Questa del 7 maggio 2017 resterà una notte storica - concludeva il suo pezzo Aldo Cazzullo, sul "Corriere della sera" - perché ha dimostrato che l'Europa, in fondo esiste, crede in se stessa, passa la fiaccola alle nuove generazioni; e ha ancora una chance per evitare l'autodistruzione". "La mia legittimità deriva da voi francesi, non da lobby", ha aggiunto Macron, rivelando la sua "coda di paglia" circa i suoi rapporti con i Rothschild, per dirne una. Macron ha cavalcato il discredito che ha travolto il partito socialista di François Hollande - situazione peraltro comune agli altri partiti socialdemocratici europei - e con un'abile operazione di comunicazione all'inizio ha dato un'impressione di rinnovamento.

Appare evidente che i fatti di Francia sono destinati a influenzare pesantemente il futuro dell'Unione europea.

Con la Francia da settimane nel pieno caos per le proteste e gli scontri, l'inquilino dell'Eliseo dopo la cancellazione della tassa sul carburante ha annunciato anche altre misure per cercare di riportare la calma nel paese.

Va però ricordato che, nel frattempo, il ministro dell'Economia Giovanni Tria rimane con i piedi per terra e per non generare false speranze ha dichiarato che reddito di cittadinanza e pensioni restano in vigore, ma richiederanno dei mesi per essere realizzati, anche se non ne ha specificato il numero. particolare non trascurabile.

"La rivoluzione ha segnato la fine dell'Ancien Régime ma è stata solo un momento all'interno di una lunga serie di rivolte popolari, che si sono alternate a lunghi periodi di stasi".

Durante la consultazione con i corpi intermedi, Macron non ha svelato le possibili misure per rilanciare il potere d'acquisto, ma "semplicemente ascoltato" i partecipanti, tra politici, sindacalisti e rappresentanti del mondo industriale. L'elezione di Macron ci mostra invece che bisogna avere il coraggio di proporre con convinzione una visione diversa, che è inutile per la sinistra italiana rincorrere i populisti (togliere la bandiera europea per metterne sei italiane), perché quella parte del campo è già sufficientemente affollata e soprattutto perché i cittadini diffidano delle imitazioni. "La crisi non coinvolge solo Macron e il suo modo di governare, ma anche la Costituzione della Quinta Repubblica e con essa il tipo di Costituzione democratica che conosciamo in Europa dal 1945 e in Francia da ben più tempo.".