Italia, ad ottobre disoccupazione in aumento per tutte le classi d'età

Italia, ad ottobre disoccupazione in aumento per tutte le classi d'età

Il tasso di disoccupazione sale al 10,6% (+0,2 punti percentuali su base mensile), quello giovanile aumenta lievemente e si attesta al 32,5% (+0,1 punti). Il tasso di inattività scende al 34,2% (-0,2 punti percentuali). L'occupazione appare quindi in calo nel trimestre agosto-ottobre rispetto a quello precedente (-40.000 unità). Un dato che riflette un calo di 16 mila unità per i lavoratori indipendenti e un aumento di 25 mila dei lavoratori dipendenti.

Ai fini della elaborazione delle statistiche sull'occupazione l'Istat divide la popolazione in età da lavoro, che convenzionalmente è quella compresa tra 15 e 64 anni di età, in tre gruppi, gli occupati, i disoccupati e gli inattivi.

La diminuzione, infine, coinvolge uomini e donne e si distribuisce in tutte le classi di età ad eccezione dei 25-34enni. Dopo il calo del mese scorso, la stima degli occupati, invece, a ottobre risulta sostanzialmente stabile. L'Istat spiega che i disoccupati nel mese erano 2.746.000, in crescita di 64.000 unità su settembre e in calo di 118.000 unità su ottobre 2017.

La diminuzione interessa uomini e donne. Diminuiscono gli occupati tra i 15 e i 49 anni mentre aumentano gli ultracinquantenni. Nel trimestre crescono i dipendenti a termine (+62.000) e calano sia i permanenti (-64.000) sia gli indipendenti (-38.000). Nell'anno aumentano principalmente gli occupati ultracinquantenni (+330 mila) e, in misura più contenuta, i 15-24enni (+20 mila), mentre calano i 25-49enni (-190 mila). "Nella media degli ultimi tre mesi l'occupazione è in calo rispetto al trimestre precedente".

Il governo sta provando a portare avanti il suo programma di governo, promuovendo anche la quota 100 e lo sblocco del turnover nella Pubblica Amministrazione per cercare di produrre nuova occupazione, ma la situazione prospettata dall'Istat è purtroppo tutt'altro che rosea.

Dal lato dell'offerta di beni e servizi, si registra un andamento congiunturale positivo soltanto per il valore aggiunto dell'agricoltura, cresciuto dell'1,6%, mentre quelli dell'industria e dei servizi sono diminuiti, rispettivamente, dello 0,1% e dello 0,2%.