Inchiesta sulla morte di Davide Astori, la mamma Anna: "Vogliamo la verità"

Inchiesta sulla morte di Davide Astori, la mamma Anna:

Alla signora Anna è rimasto, oltre al ricordo di suo figlio, anche il sorriso della nipotina Vittoria, che Davide ha avuto dalla compagna Francesca Fioretti.

La madre di Davide Astori, la signora Anna, intervistata dal Corriere della Sera, parla di Francesca Fioretti e dice di lei: "E' una mamma di una bravura che non si può spiegare". Sorride, aggiusta la tovaglia bianca con i cuoricini rossi. Il ricordo di quella drammatica domenica: "Quella mattina io e mio marito dovevamo andare alla messa e poi a votare, che c'erano le elezioni. Non sapevo nulla, ma sapevo già tutto", ha rivelato la donna, che intimamente sapeva che qualcosa di brutto era già successo e che la sua vita ne sarebbe uscita stravolta. "È quella di Santa Lucia, avrà vent'anni ma è ancora buona, Davide l'adorava, anche da grande ad ogni Santa Lucia mi diceva: mamma, ricordati la tovaglia bianca e rossa". Mi sono svegliata con le braccia paralizzata, il corpo vuoto e una sensazione mai provata prima. Un'ora dopo una telefonata di cinque parole avrebbe cambiato la loro vita: Davide non si è svegliato.

Anna Astori vuole la verità e pur dimostrandosi pronta a perdonare, eventuali responsabili, chiede giustizia affinché nessun altro passi quello che ha passato la famiglia dello sfortunato difensore: "Responsabili?"

"Io voglio un perché, non voglio un colpevole, perché sono sicura che un colpevole non esiste. - ha spiegato la madre di Astori - Quello che è successo è stata una disgrazia, una fatalità, io lo so, nessuno lo ha voluto, ma voglio allo stesso tempo che non succeda mai più, voglio che nessuna madre mai più debba provare quello che ho provato io". Devono diventare ancora più bravi e sicuri per evitare che casi come questi si ripetano. Voglio che il sacrificio del mio Davide non sia stato inutile", la sua disperata conclusione, con un messaggio importante: "Se qualcuno ha sbagliato, io prego per lui.

"Io voglio un perché, non un colpevole!"