Il papà di Di Maio: 'Ho sbagliato, Luigi all'oscuro di tutto'

Il papà di Di Maio: 'Ho sbagliato, Luigi all'oscuro di tutto'

Chiede scusa alla famiglia, agli operai "che hanno lavorato senza contratto per la mia azienda anni fa".

In un video postato su Facebook il papà del vicepremier fa mea culpa sulla vicenda delle irregolarità nell'azienda di famiglia.

Abito grigio e cravatta in tinta, Antonio Di Maio si presenta come "semplicemente un piccolo imprenditore", che, riconosce, "ha commesso degli errori". Sono emozionato perciò leggo questa lettera che sentivo il dovere di scrivere. "Quando nei giorni scorsi - racconta poi - la polizia municipale è venuta a Mariglianella per controllare il capanno sul terreno di proprietà mio e di mia sorella, l'area è stata sorvolata da un drone, come nei giorni scorsi la nostra casa". "Ammetto - aggiunge - che nel cortile avevo lasciato qualche mattone e dei sacchi con materiale edile e altre cose. So che tanti papà - annota - mi capiscono". "Forse non spetta a me giudicare, ma mi sembra un trattamento che si riserva a un pericoloso criminale e mi spiace anche per i miei vicini e per tutto il paese". ha consluso Antonio Di Maio.

"Di Maio, oltre che andare in TV da Vespa, si degna di venire anche in Parlamento a spiegare come stanno le cose rispetto alle gravi rilevanze che emergono circa ruolo da prestanome, lavoro nero, Equitalia, abusi.?" Più diretta la richiesta di Ernesto Magorno, anche lui senatore dem: "nel governo del cambiamento - scrive su twitter - c'è un vicepremier che, nonostante sia a conoscenza dei movimenti poco puliti dell'azienda di famiglia, mente agli italiani e resta al suo posto come se nulla fosse". "Io ho certamente commesso degli errori, delle leggerezze - ribadisce - di cui mi prendo tutte le responsabilità e, come ho già detto, sono pronto a rispondere dei miei errori, ma dovete lasciar stare la mia famiglia".

Parlando del servizio mandato in onda domenica sera dalle Iene, "non esiste nessuna elusione fraudolenta", afferma Antonio Di Maio. C'erano giornalisti e telecamere ovunque. "Questi avevano bloccato l'attività di impresa per cui non vi era altra strada che chiuderla - ha spiegato - non ho sottratto i miei beni alla garanzia dei creditori, tanto è vero che, 4 anni dopo, nel 2010, Equitalia Polis Spa agente della riscossione per la provincia di Napoli iscrive ipoteca legale su due terreni e un fabbricato di mia proprietà a Mariglianella". Anche in questo caso, se ho sbagliato me ne assumo la responsabilità, ma essendo la mia proprietà privata non pensavo che questo potesse essere addirittura un reato ambientale. Quindi - assicura - non c'è stato nessun intento elusivo: "né elusione di imposte sui redditi prodotti dalla nuova ditta di mia moglie, né sottrazione della garanzia patrimoniale per i miei debiti pregressi alle pretese dei creditori".