G20: sul commercio vince Trump, scompare lotta al protezionismo

G20: sul commercio vince Trump, scompare lotta al protezionismo

Da una parte, gli Stati Uniti rinunceranno ad alzare il primo gennaio dal 10 al 25% i dazi già imposti su prodotti cinesi per 250 miliardi di dollari, ed eviteranno di decretare nuove tariffe sul resto delle esportazioni della Repubblica popolare in America.

Prove di pace tra Cina e Stati Uniti sul fronte commerciale. Il comunicato affferma che i risultati sono ancora distanti. Secondo quanto si apprende, Conte ha quindi ricordato che proprio nel rispetto dell'accordo contro il cambiamento climatico in Italia dal 2025 non sarà più possibile produrre energia utilizzando il carbone, "partendo dal presupposto che privilegiare l'economia circolare è una direttiva fondante dell'esecutivo italiano, come previsto dal contratto di governo". Le delegazioni dei due Paesi hanno degustato un controfiletto con cipolle rosse, formaggio caprino e datteri, accompagnato da un vino rosso argentino Malbec, tra vasi di fiori e lampadari di cristallo, mentre discutevano le sorti dei loro rapporti commerciali che hanno provocato fluttuazioni sui mercati finanziari mondiali. Nel paragrafo successivo si sottolinea invece che gli Usa ribadiscono la propria decisione di ritirarsi dall'accordo. Presenti, per gli Usa, anche il consigliere alla Sicurezza, John Bolton, il capo dello staff di Trump, John Kelly, e lo Us Trade Representative, Robert Lighthizer. "Enfatizziamo l'importanza delle azioni condivise per affrontare le cause alla radice e per rispondere alle esigenze umanitarie crescenti".Sul clima, un altro fronte di conflitto al summit, i leader del G20, ad eccezione degli Stati Uniti, hanno continuato a difendere lo storico accordo di Parigi raggiunto nel dicembre 2015, ma da cui Trump ha annunciato il ritiro nel giugno 2017. Durante la cena di ieri a Buenos Aires, infatti, il presidente americano ha accettato di congelare i dazi sui prodotti importanti dalla Repubblica popolare, e il collega cinese si è impegnato ad avviare una trattativa che nel giro di 90 giorni dovrebbe cambiare le relazioni commerciali tra i due paesi. Il due leader hanno concordato su "futuri ulteriori scambi di visite in un momento appropriato". Nell'accordo raggiunto a Buenos Aires, c'è anche, in nuce, la risoluzione del nodo relativo al gigante statunitense dei semi-conduttori, Qualcomm. Una minaccia, però, della quale non si fa menzione nel resoconto dei colloqui tra i due leader diffuso dalla Casa Bianca. "È un grande onore lavorare con il presidente Xi", ha aggiunto Trump, parlando con un certo ottimismo.