Di Maio: ‘Compensi Rai? Esiste un caso Fazio’

Di Maio: ‘Compensi Rai? Esiste un caso Fazio’

"Anzi, io penso che i giornalisti Rai siano il primo presidio per quanto riguarda il contraddittorio in ogni dibattito". "Spero che si possa costituire un po' di buonsenso sulle retribuzioni in Rai". "Speriamo che prima possibile si possa ricostituire un clima di buon senso sulle retribuzioni".

Per il ministro dello Sviluppo economico bisogna pensare, per il futuro, all'abbassamento del canone: "L'extragettito nato dal canone in bolletta è diventato strutturale e deve consentire alla Rai di avere risorse per gli investimenti nelle nuove tecnologie, ma anche consentire di ragionare nell'ottica di abbassare un po' il canone negli anni". "Come ministero non ci tiriamo indietro di fronte alla sfida di modernizzare il servizio pubblico di qualita'", ha continuato il leader pentastellato sottolineando che "il servizio pubblico deve saper guardare a modelli stranieri piu' virtuosi". Il servizio pubblico "gioca e giocherà un ruolo determinante" nel nuovo scenario di mercato, l'evoluzione della Rai verso "una moderna media company va nella giusta direzione" ha detto il vicepremier. Tra gli obiettivi citati da Di Maio anche quello di evitare che "quote e sottoquote" ingabbino troppo le possibilita' delle aziende italiane rispetto ai competitor internazionali. Quando una carica così alta dello Stato interviene su un singolo conduttore in Commissione di Vigilanza, parlando di "ingegneria super legale con la quale si paga" il conduttore, rimettendosi "alla governance della Rai" per le valutazioni del caso, appare palese una sorta di pressione e un richiamino a quel nefasto 2002.

"Le risposte sulle iniziative editoriali della Rai non riguardano il ministro ma gli amministratori della Rai, che sicuramente hanno un mandato da Parlamento e governo ma agiscono in autonomia". " ha dichiarato Di Maio".