Brexit: ecco il parere legale

Brexit: ecco il parere legale

Theresa May di nuovo sotto tiro ai Comuni dopo la pubblicazione del parere legale sull'accordo sulla Brexit che sancisce come Londra sia tenuta a sottostare "indefinitamente" al backstop e alla permanenza dell'Irlanda del Nord nell'unione doganale "fino al raggiungimento di un accordo sostitutivo" con l'Ue sulle relazioni future.

Uno scenario che puo' scalfire anche l'usuale risolutezza della May condita dal suo ultimatum di qualche ora fa alla camera dei Comuni, quando ha affermato che la scelta poteva restare soltanto "fra questo accordo, un no deal o nessuna Brexit affatto". Il tema è stato sollevato nel question time: la premier Tory ha risposto di non averlo mai negato, insistendo tuttavia sull'intenzione di entrambe le parti di non far entrare il backstop in vigore. I deputati di Londra hanno approvato, con 311 voti favorevoli e 293 contrari, una mozione secondo cui l'esecutivo ha commesso "oltraggio al Parlamento" pubblicando solo un estratto di 43 pagine di quel parere, mentre il documento originale è costituito da centinaia. Blackford ha chiesto poi che "la volontà della Scozia" sia rispettata, sostiene che l'intesa rappresenta "una svendita" degli interessi dei pescatori scozzesi, sottolinea che il governo "non ha una maggioranza" sulla ratifica neppure a Westmister e dichiara che il suo partito è favorevole a "un secondo referendum sulla permanenza del Paese nell'Ue".

May ha fatto di tutto per non rendere pubblico il parere di Cox, andando incontro all'ira delle opposizioni, che l'hanno costretta a rendere pubblico il documento. Contro il governo si è schierato anche il piccolo partito nordirlandese Dup, indispensabile per la maggioranza di governo.

E' importante segnalare che si tratta di una opinione non-vincolante, in risposta alla richiesta che è stata inoltrata alla Corte stessa da un gruppo di parlamentari scozzesi, che si sono chiesti se esista una base legale che consenta al Regno Unito di revocare unilateralmente la richiesta di lasciare l'Unione europea diventata effettiva con l'attivazione dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona, prima della data di divorzio, fissata al 29 marzo del 2019.

Theresa May, al Question Time, ha sottolineato di aver già riconosciuto in aula, nei giorni scorsi, che l'accordo è vincolante e - per volere di Bruxelles - non dà a Londra la possibilità di ripudiare "unilateralmente il backstop".