Arrestata in Canada, su richiesta USA, la figlia del fondatore di Huawei

Arrestata in Canada, su richiesta USA, la figlia del fondatore di Huawei

La direttrice finanziaria della Huawei, Meng Wanzhou, figlia del fondatore della società, è stata arrestata a Vancouver dalle autorità canadesi e ora rischia l'estradizione negli Usa.

A quanto pare la richiesta di arresto è partita dagli USA sulla base di violazioni delle sanzioni americane contro l'Iran, ma la faccenda assume contorni di grande rilevanza se consideriamo che Huawei è al centro di un'indagine per il contrasto allo spionaggio internazionale. Domani, venerdì 7 dicembre, è prevista l'udienza in cui il giudice deciderà se rilasciarla su cauzione. L'arresto della donna contribuirà ad infiammare di nuovo le tensioni sull'asse Washington-Pechino, dopo la recente tregua sui dazi. Le Borse asiatiche hanno chiuso in rosso dopo la notizia dell'arresto. Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha detto che il suo governo "era stato avvisato del processo giudiziario qualche giorno prima dell'arresto, ma non c'è stato alcun intervento politico". Un intervento a gamba tesa che va molto al di là del boicottaggio. "All'azienda - si legge ancora - sono state fornite poche informazioni riguardo le accuse e non è a conoscenza di alcun illecito da parte della signora Meng". "Huawei rispetta tutte le leggi e le regole dei Paesi in cui opera, incluse quelle in materia di controllo delle esportazioni delle Nazioni Unite, degli Stati Uniti e dell'Ue", conclude la nota. Lo aveva affermato il Wall Street Journal: secondo il quotidiano economico americano, i funzionari americani "avrebbero informato le loro parti governative e i dirigenti delle telecomunicazioni nei paesi amici dove le apparecchiature Huawei sono già ampiamente utilizzate - compresi Germania, Italia e Giappone - parlando di rischi per la sicurezza informatica". Il caso di Huawei segue quello di altra azienda cinese presa di mira dagli Stati Uniti per aver venduto prodotti sotto licenza Usa a Teheran.

"Huawei è diventata un ostaggio nella guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti", ha commentato il Ceo del sito web di news sull'industria delle telecomunicazioni cctime.com, Xiang Ligang, citato dal tabloid Global Times, uno dei più influenti giornali cinesi.