Trump colpisce petrolio Iran e dà schiaffo all'Europa

Trump colpisce petrolio Iran e dà schiaffo all'Europa

La guida suprema ha poi ripetuto il motto della nazione, dando per scontata la sconfitta "dell'obiettivo americano di paralizzare l'economia dell'Iran". La nuova stretta Usa annunciata dall'amministrazione Trump è pronta a entrare in vigore lunedì 5 novembre, alla vigilia delle elezioni di metà mandato. Il provvedimento comprende l'esenzione per 8 Paesi, che potranno continuare ad importare petrolio da Teheran per un periodo massimo di 6 mesi, scaduti i quali la situazione verrà rivalutata.

"Nessuna preoccupazione", fanno sapere dal ministero degli Esteri di Teheran.

Washington - Gli Stati Uniti confermano che ripristineranno tutte le sanzioni all'Iran che erano state revocate nel quadro dell'accordo del 2015 sul nucleare iraniano, da cui Donald Trump si è ritirato. Secondo indiscrezioni dovrebbero esserci di certo Giappone, Corea del Sud, Cina e India. Uno schiaffo al Vecchio Continente che, sul dossier Iran, continua ad esprimere fortissime critiche sulla linea dura dell'amministrazione Trump. Un colpo di spugna, dunque, su tutto il lavoro diplomatico e politico svolto negli anni scorsi per rompere l'isolamento di Teheran e fermare le sue ambizioni atomiche.

La linea della "tolleranza zero" andrà avanti fino a che - sostiene la Casa Bianca - la repubblica islamica non smetterà di sostenere il terrorismo, di destabilizzare la regione mediorientale e di andare avanti con i suoi programmi nucleare e missilistico.

Il Corriere della Sera ha un'informazione piuttosto importante: l'Italia sarà uno dei paesi esclusi dall'applicazione di multe collegate alla reintroduzione delle sanzioni americane all'Iran, che in questa seconda e definitiva tranche riguardano soprattutto il settore finanziario e dell'energia, petrolio e gas naturale. Anche il presidente Usa Donald Trump ha assicurato che l'applicazione delle sanzioni sarà molto più che "aggressiva" che in passato, con meno deroghe e più controlli. Stracciato "probabilmente" l'accordo siglato nel 2015 da Barack Obama, come ha annunciato lo stesso segretario di Stato Mike Pompeo, affiancato dal segretario al Tesoro, Steve Mnuchin.

Si allunga intanto la 'black list' degli individui e delle entità colpite da misure punitive, con l'ingresso di oltre 700 soggetti, tra cui compagnie di navigazione ed aree. Washington ha fatto sapere di voler azzerare le esportazioni di petrolio di Teheran invitando i suoi acquirenti a rinunciare al greggio iraniano.