Trasporto pubblico, domenica 11 novembre si vota per i referendum

Trasporto pubblico, domenica 11 novembre si vota per i referendum

Se dovesse, invece, vincere il "No", il futuro che ci aspetta è ciò che abbiamo oggi. I seggi, come al solito, saranno allestiti all'interno delle scuole della Capitale, come se si trattatsse di altri tipi di elezioni.

Leggendo i due quesiti relativi al referendum sul servizio del trasporto pubblico Atac, che si terrà a Roma il prossimo 11 novembre, è lecito chiedersi chi potrebbe essere così folle da barrare la casella del "No".

CHE SUCCEDE DOPO - Trattandosi di referendum consultivo, il risultato del voto non sarà vincolante. Gli articoli sono disponibili su euronews.net per un periodo limitato.

I cittadini sprovvisti di tessera elettorale valida, che, pur avendone diritto, siano stati esclusi dalla compilazione delle liste elettorali, possono presentare domanda di ammissione alla Commissione Elettorale Comunale presso l'ufficio elettorale di Via Petroselli 50 tutti i giorni lavorativi nei normali orari di apertura al pubblico e, nel giorno della votazione, con orario 8-20.

"Non andate a votare al referendum su Atac".

"Famo le gnorri?" recita un meme prodotto dal Comitato stesso, che utilizza una foto della sindaca di Roma Virginia Raggi si copre la bocca con la mano mentre parla con la sua assessora alla Mobilità Linda Meleo.

"Stiamo investendo massicciamente sulla tecnologia anche per migliorare i servizi associati al trasporto - dichiara il Presidente di Atac, Paolo Simioni -".

Il trasporto privato a RomaRoma Tpl è un consorzio privato che gestisce il 20% del servizio di trasporto romano, coprendo soprattutto le regioni periferiche. I fronti del sì e del no già si sono schierati. Le urne saranno aperte dalle ore 8 alle 20, dopodiché inizierà subito lo spoglio delle schede. La seconda è incentrata sulla possibilità di creare nuovi servizi di trasporto collettivo non di linea, utilizzabili tramite applicazione o a richiesta: "Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l'esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?". E poi Atac è la più grande azienda di trasporto pubblico locale del Paese e tra le maggiori d'Europa. Atac, come le altre partecipate, è un'azienda pubblica che deve essere messa in condizioni di operare. Secondo tutti i sondaggi si tratta del problema più sentito dai romani e da tutti coloro che vivono e lavorano in città.

Nonostante il Campidoglio proprio quest'anno ha modificato lo statuto eliminando la soglia minima di partecipazione per consultazioni di questo tipo, il quorum è stato fissato ad un terzo degli aventi diritto, cioè il 33%.

Che vi sia un alternativa all'attuale sistema nel quale il Campidoglio continua ad affidare per inerzia e in automatico la gestione del trasporto pubblico ad Atac, controllata dal comune al 100%.

"Consentire a quasi 3 milioni di romani di far sentire la propria voce su un tema così importante come il trasporto pubblico è una conquista enorme". Questo il quesito della consultazione promosso dai Radicali italiani e di Roma.

Come anticipato si vota domenica 11 novembre 2018 nei seggi normalmente utilizzati per le competizioni elettorali.

All'elettore, verranno consegnate due schede, una per quesito.