Silvio Berlusconi, Strasburgo chiude il caso

Silvio Berlusconi, Strasburgo chiude il caso

IL RICORSO DI BERLUSCONI - Il ricorso di Berlusconi alla Corte verteva, nel dettaglio, su diversi punti: anzitutto, basandosi sull'articolo 7 (nessuna punizione senza legge), Berlusconi aveva sostenuto che l'applicazione della legge Severino, che gli aveva impedito di candidarsi e ne aveva provocato la decadenza dalla carica di senatore, avesse violato i principi di legalità, prevedibilità, proporzionalità e applicazione non retroattiva della pena. "Tuttavia la Corte - si legge ancora - prosegue l'esame del ricorso qualora il rispetto dei diritti dell'uomo garantiti dalla Convenzione e dai suoi Protocolli lo imponga". Ma la successiva riabilitazione del leader di Forza Italia da parte del Tribunale di Milano ha reso superflua, secondo il punto di vista di Berlusconi e dei suoi legali, una sentenza da parte della Corte di Strasburgo, alla quale è stato perciò richiesto di non esprimersi in ordine al ricorso presentato. La Corte di Strasburgo archivia il caso senza sentenza ritenendo che "non vi sia alcuna circostanza speciale riguardante il rispetti dei diritti dell'uomo". Forse, sono ben altre le preoccupazioni del Cavaliere.

La vicenda affonda le radici nel 2013: nel maggio di quell'anno, Silvio Berlusconi viene condannato in via definitiva a quattro anni per frode fiscale nell'ambito del processo Mediaset e sconta la pena con un anno circa di affidamento in prova ai servizi sociali in una casa di riposo per anziani. Inoltre, ci tengono a sottolineare, sicuri che comunque Strasburgo si sarebbe espressa con parere "favorevole" sul ricorso, "una condanna dell'Italia avrebbe altresì comportato ulteriori tensioni nella già più che complessa vita del paese, circostanza che il Presidente Berlusconi ha inteso assolutamente evitare". Ovviamente, cosi' come riconosciuto quest'oggi dalla stessa Corte, non vi era piu' necessita' di proseguire nel ricorso essendo ritornato il Presidente Berlusconi nella pienezza dei propri diritti politici. Ma a maggioranza - com'è sottolineato nel dispositivo - i giudici hanno deciso che il caso "Berlusconi contro Italia" non rientrava tra questi. Il leader di Forza Italia l'aveva chiesto e l'ha ottenuto.