Pernigotti, chiude lo stabilimento di Novi Ligure

Pernigotti, chiude lo stabilimento di Novi Ligure

Mercoledì mattina è previsto un incontro con il sindaco di Novi Ligure, a cui seguirà un'assemblea per decidere modi e tempi della protesta. Ma oggi i proprietari, turchi, vogliono delocalizzare e, dunque, ecco che i famosi cioccolatini verranno prodotti in qualche Paese dove la mano d'opera costa meno.

"Chiude lo stabilimento produttivo della Pernigotti di Novi Ligure". Tanto che 25 aprile del 1882 quando Re Umberto I in persona suggerisce e concede a Pernigotti la facolta' d'innalzare lo stemma reale sull'insegna della sua fabbrica. Nel 1914 con la Prima guerra mondiale alle porte, il Governo Italiano proibisce l'impiego dello zucchero per la preparazione dei generi dolciari, fra i quali il torrone: ciò che poteva rappresentare un grave ostacolo per la produzione, si trasforma, grazie alla geniale intuizione di Francesco, in un'innovazione che arricchisce la qualità dell'azienda. La nuova sede offre opportunita' di crescita e nel 1971 l'azienda si allarga ancora e acquista la Streglio, specializzata nei prodotti a base di cacao. Il suo successo è stato tuttavia legato soprattutto al gianduiotto, il cioccolatino inventato a Torino nel 1865, che Pernigotti iniziò a produrre industrialmente nel 1927. Nel 1936 Paolo Pernigotti lancia la produzione dei preparati per gelateria.

Tiziano Crocco, sindacalista di Uila afferma infatti: "Certo prima o poi ce lo aspettavamo ma la follia di tutta la vicenda è che hanno perso 50 milioni di euro per arrivare alla chiusura dopo cinque anni quando, con un piano industriale serio cinque anni fa e l'uso di ammortizzatori sociali forse si riuscivano a salvare bilanci e posti di lavoro". Lo ha annunciato un avvocato dell'azienda, durante un incontro avvenuto oggi con i sindacati.

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