Pernigotti chiude a Novi Ligure: le reazioni della politica

Pernigotti chiude a Novi Ligure: le reazioni della politica

Il marchio dovrebbe restare, non così l'azienda di Novi Ligure, che contava 200 dipendenti. Perché qualcuno, a 1.693 chilometri di distanza da qui, ha deciso che la fabbrica di viale della Rimembranza deve chiudere. Lo stabilimento di Novi è stato "dimenticato", denunciano i sindacati, senza effettuare alcun ammodernamento degli impianti. "Ora i gianduiotti saranno prodotti in Turchia". "I risultati fallimentari della tanto sostenuta globalizzazione sono sotto gli occhi di tutti: con Pernigotti l'Italia perde un altro marchio storico del Made in Italy agroalimentare portando il conto totale a 10 miliardi di euro". All'epoca la Coldiretti dichiarò: "C'è da augurarsi che il cambiamento di proprietà al gruppo Toksoz, il maggior produttore mondiale di nocciole, non significhi lo spostamento delle fonti di approvvigionamento della materia prima importante come le nocciole a danno dei coltivatori italiani e piemontesi che offrono un prodotto di più alti standard qualitativi". "Dopo l'ultima riunione di fine giugno, in cui ci erano stati prospettati risultati in negativo per l'azienda, avevamo chiesto che intervenisse almeno un esponente della famiglia Toksoz". I pochi impiegati del settore commerciale che rimarranno saranno trasferiti a Milano. Per loro, un anno di cassa integrazione e poi due anni di "Naspi", cioè di indennità di disoccupazione, con la speranza che almeno qualcuno raggiunga nel frattempo i requisiti per la pensione. Come sottolineato dai colleghi dell'edizione di Rai News, in mattinata si terrà un incontro fra gli stessi sindacati e il sindaco di Novi Ligure, a cui farà seguito un'assemblea per decidere come attuare la manifestazione: "Dalle 13 - le parole di Tiziano Crocco dell'Uila - assemblea con i lavoratori per decidere la mobilitazione". Stando a quanto spiegato dal segretario Flai Cgil Marco Malpassi, la chiusura dello stabilimento di Novi comporterà il licenziamento di ben 100 persone.

La mostarda e il classico torrone di Natale sono i piatti forti dell'azienda Pernigotti, che inizia a esportare i suoi dolci in molte città del nuovo Regno d'Italia.