Parlamento russo commenta i risultati delle elezioni midterm negli USA

Parlamento russo commenta i risultati delle elezioni midterm negli USA

Martedì 6 novembre si sono svolte le elezioni di metà mandato per il Congresso degli Stati Uniti.

La Camera americana si è tinta di rosa in queste elezioni, vedendo la cifra record di elette. Nel bene e nel male: perché se è vero che la sua corsa non ha rotto il "soffitto di cristallo", la barriera che da sempre impedisce alle donne di arrivare ai vertici, di sicuro ha mostrato a tante - soprattutto in casa democratica - che la strada è possibile. Questo è un fatto importante: "c'è un'America che si contrappone a questo presidente". Su alcune cercheranno di trovare un difficile accordo con i Repubblicani, così da permetterne il passaggio al Senato e l'entrata in vigore, ma molte altre le approveranno e basta: non entreranno in vigore, in mancanza del voto del Senato, ma serviranno a mostrare agli statunitensi quali sono le loro priorità in vista delle elezioni presidenziali e legislative del 2020.

I dati ufficiali sono del Center for Women and American Politics (CAWP) di Rutgers: 61 le donne, nello specifico 41 democratiche e 20 repubblicane, che hanno tentato le primarie del proprio partito per la nomination alla carica di governatore. "Oggi non si tratta solo di democratici e repubblicani".

Ma le donne non sono protagoniste del midterm 2018 soltanto in qualità di candidate e vincitrici, ma anche come elettrici.

Al massimo Trump potrà essere limitato, ma non di certo imbrigliato nelle sue scelte di fondo.

Secondo i primi sondaggi, il 64 per cento delle intervistate ha dichiarato di avere un'idea "sfavorevole" di Trump. Per il tycoon è il giorno più lungo da quando è partita la sua avventura alla Casa Bianca, dove si è trincerato insieme ai familiari e ai suoi più stretti collaboratori per seguire minuto per minuto l'Election Day. A cominciare da Alexandra Ocasio-Cortez che a soli 29 anni è diventata la più giovane della storia statunitense a entrare in Congresso. Per invertire la rotta la "piccola vittoria" dei democratici alla elezioni di midterm dovrebbe essere una ripartenza e non una sorta di "vittoria di Pirro". Ma se ne parlerà, perché tra gli elettori e i parlamentari Democratici c'è chi vorrebbe usare questa opzione anche solo per mettere in difficoltà il presidente, e perché ora, banalmente, l'opzione esiste. Omar, che aveva già conquistato la copertina di Time, sarà la prima rifugiata e la prima ad indossare l'hijab al Congresso, diventando "il peggior incubo di Donald Trump".

Stacey Abrams 44, scrittrice e avvocata, candidata dem in Georgia, stato ultra conservatore non ce l'ha fatta invece. Di certo Trump dovrà affrontare problemi interni più radicali, tra varie inchieste e magari richieste di impeachement, che sono in potere della Camera dei rappresentanti. Questa la sintesi al momento delle elezioni di Medio termine negli Stati uniti.

Per i risultati definitivi è ancora presto, ma quello che è ormai chiaro è che i democratici hanno riconquistato dopo otto anni il controllo della Camera, mentre i repubblicani mantengono la maggioranza al Senato.

Adesso i Dem possono sfruttare i risultati raggiunti per contrastare l'amministrazione Trump e le politiche del presidente. Fino a ieri il Partito Repubblicano e il presidente Trump controllavano Camera e Senato; dall'insediamento del nuovo Congresso, a gennaio 2019, controlleranno soltanto il Senato. Per la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders la cosiddetta onda azzurra dei democratici assomiglia più ad una increspatura. "Forse c'è una increspatura ma certamente non penso che sia una onda blu", ha detto ai cronisti.