Migranti, a Pozzallo arrivati in 236. Salvini: "Malta vergognosa"

Migranti, a Pozzallo arrivati in 236. Salvini:

"Ci risiamo, come al solito sta cercando di rifilare gli immigrati al nostro Paese".

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha accusato Malta di non aver soccorso l'imbarcazione che era stata avvistata in zona Sar maltese e ha parlato di un atteggiamento "vergognoso" da parte di La Valletta. "È l'ennesima vergogna - tuona Salvini -, degna di questa Unione europea incapace e dannosa". Un barcone con 236 migranti, qausi tutti eritrei, probabilmente partito dalla Libia, è arrivato in serata a Pozzallo, in Sicilia. "Altri, invece, sono scomparsi in queste stesse ore. A Bruxelles sono troppo impegnati a scrivere letterine contro l'Italia per occuparsi di questi problemi". Individuati due scafisti, un libico e un tunisino, che sono stati fermati per accertamenti dalla Guardia di Finanza, che ha diretto le operazioni. E l'Ue che fa? Alcuni di loro sono morti annegati, secondo quanto riferito dagli attivisti, mentre gli altri sono poi stati presi in consegna prima da un rimorchiatore e poi dalla guardia costiera libica. "Noi che intanto stiamo agendo anche per dare lavoro e futuro ai nostri concittadini". A fare accelerare le procedure hanno contribuito anche motivi di sicurezza per le cattive condizioni del barcone sul quale si trovavano e che è stato trainato da un peschereccio fino al porto del Ragusano.

"La sfida immigrazione è a lungo termine e richiede una risposta strategica, strutturata", spiega il premier Giuseppe Conte aggiungendo che "ridurre gli sbarchi significa contribuire a scardinare la rete di trafficanti di essere umani, significa soprattutto ridurre il numero di vittime in mare". La situazione più pesante, ha detto il primo cittadino che è anche il primario del pronto soccorso di Modica, ha riguardato 3 ragazzi di circa 20 anni che sono stati trattenuti all'ospedale, due ricoverati e uno in osservazione: "Uno di loro oltre a una sospetta tubercolosi ha dei versamenti pleurici e quindi una grave insufficienza respiratoria".

E' di ieri sera l'allarme lanciato da Mediterranea, tornata al largo delle coste libiche proprio nel pomeriggio insieme con OpenArms e Sea Watch in quella che è stata definita una "missione solidale" contro il tentativo di "desertificazione del Mediterraneo". "E dove sono stati portati?".