Michelle Obama attacca Trump: "Maschilista, cerco di rimuoverlo dai ricordi"

Michelle Obama attacca Trump:

Rivelazioni molto personali, come quella di un aborto spontaneo avuto vent'anni fa o il fatto, finora mai rivelato, che Malia e Sasha, le sue figlie, sono state concepite in vitro: "dopo il mio aborto mi sentivo malissimo, mi sentivo come se fossi un fallimento". A raccontarlo è lei stessa nella prima intervista concessa in occasione dell'uscita di "Becoming", la sua autobiografia.

Michelle Obama attacca Donald Trump. Martedì uscirà nelle librerie americane "Becoming", il libro di memorie della ex first lady, che inizierà da Chicago un tour promozionale in dieci città degno di una rockstar.

"Non perdono Trump sul certificato di nascita" - "Michelle Obama non perdonerà mai il presidente americano Donald Trump per la teoria del certificato di nascita dubbio del suo predecessore Barack Obama: promuovendo questa ipotesi - secondo la quale Obama era nato in Kenya -, il tycoon ha messo in pericolo la famiglia Obama".

"L'intera vicenda" del certificato "era una pazzia e una meschinità, con nascoste intolleranza e xenofobia". Ma era anche pericolosa, perché poteva provocare deliberatamente dei matti. "I commenti contenuti nella registrazione vogliono dire posso farti del male e passarla liscia", scrive. Donald Trump con le sue insinuazioni ha messo a rischio la sicurezza della mia famiglia.

Obama, che oggi ha 54 anni, ha detto che lei e Barack Obama si sono sottoposti a fecondazione artificiale per concepire Sasha e Malia, che oggi hanno 17 e 20 anni rispettivamente.

Nel corso dell'intervista, e del libro, Michelle Obama si lascia anche andare a una pesante requisitoria contro Trump: "non lo perdonerò mai".

L'ex First Lady si spinge anche oltre e accusa Trump di aver usato il linguaggio del corpo per fare "stalking" nei confronti di Hillary Clinton durante uno dei dibattiti presidenziali: Trump l'ha seguita sul palco e si è avvicinato troppo cercando di sminuire la sua presenza.