Manovra, Moscovici: "porta resta aperta, le sanzioni sono un fallimento"

Manovra, Moscovici:

Due le leve su cui il governo punta per abbassare il deficit e convincere l'Europa a evitare la procedura d'infrazione: il rinvio, al massimo a giugno, del reddito di cittadinanza e il restringimento della platea di "quota 100". "Per quanto riguarda il debito - ha aggiunto Moscovici - la procedura d'infrazione contro l'Italia, allo stato attuale sarebbe necessaria". Parlando in una conferenza stampa a Parigi il Commissario agli Affari economici e monetari Pierre Moscovici ha dichiarato che per l'Italia "la porta resta aperta, la mano tesa", per cercare "con tutte le forze" soluzioni condivise "nell'interesse degli italiani e della Zona Euro". "Penso che le sanzioni siano sempre un fallimento", ha aggiunto.

Nei giorni scorsi "ho usato un'espressione che non è piaciuta al signor Salvini - continua Moscovici - ho detto che (sulla manovra, ndr.) 'non ci sarebbe voluta una trattativa da mercanti di tappetì, non volevo certamente dare del mercante di tappeti a Salvini, mi mettevo io stesso in quella stessa categoria". Il premier e i vicepremier sono disposti a rivedere le percentuali a condizione che non venga snaturato il testo del programma. "Sono regole flessibili e noi siamo pronti a dar prova di tutta la possibile flessibilità". Non sono regole né stupide né rigide. "Ma non siamo ancora a questo punto", il dialogo con le autorità italiane "continuerà" fino all'ultimo. Quanto al ministro dell'Economia, Giovanni Tria, ha detto di "tenere molto" alla "stretta" relazione di "fiducia" instaurata con lui.

Il passo indietro del Governo è arrivato qualche giorno dopo la bocciatura della manovra.

Detto questo, "la Commissione è aperta al dialogo, visto che la soluzione da trovare è in un quadro comune, che è l'area euro".