L'Unesco dichiara i muretti a secco patrimonio dell'umanità

L'Unesco dichiara i muretti a secco patrimonio dell'umanità

L'Unesco ha iscritto "L'Arte dei muretti a secco" nella lista degli elementi immateriali dichiarati Patrimonio dell'umanità.

"L'arte del muretto a secco riguarda la conoscenza relativa alla realizzazione di costruzioni in pietra accatastando pietre l'una sull'altra, senza l'utilizzo di altri materiali, tranne che a volte in terreni asciutti".

"Le strutture a secco sono sempre fatte in perfetta armonia con l'ambiente e la tecnica esemplifica una relazione armoniosa fra l'uomo e la natura", spiega l'Unesco. "La pratica viene trasmessa principalmente attraverso l'applicazione pratica adattata alle particolari condizioni di ogni luogo" in cui viene utilizzata, spiega ancora l'Unesco.

Le campagne della provincia Ragusana offrono un panorama particolare, grazie alla miriade di muri realizzati rigorosamente a secco, ovvero senza malta, secondo una tradizione antichissima. Entusiasta è anche il Ministro per le Politiche Agricole Gian Marco Centinaio: "Ancora una volta i valori dell'agricoltura sono riconosciuti come parte integrante del patrimonio culturale dei popoli". "Un risultato - sottolinea - che conferma l'importanza di questo comparto nel nostro Paese e quanto sia fondamentale, come Governo e come cittadini, non dimenticare mai le nostre radici".

La decisione è stata approvata all'unanimità dai 24 Stati membri del Comitato che si occupa dell'assegnazione del riconoscimento.

È la seconda volta, dopo la pratica tradizionale della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria, che viene attribuito questo riconoscimento a una pratica agricola e rurale.

La loro origine è antichissima: già migliaia di anni fa infatti, gli agricoltori utilizzavano le pietre per delimitare i confini delle loro proprietà, poi con il passare dei secoli, la tecnica si è affinata ed è stata utilizzata per costruire anche delle piccole abitazioni, come i trulli pugliesi o i dammusi di Pantelleria. "Ringrazio Mipaaf e Itla Italia - conclude Scarpellini - che ha sostenuto fin dall'inizio questa candidatura, la vicina Svizzera, i Paesi UE che hanno partecipato e, non da ultimo, l'Unesco per aver confermato "l'arte di costruzioni dei muretti a secco" come patrimonio immateriale dell'umanità". La stabilità delle strutture è assicurata dall'attenta selezione e posizionamento delle pietre, e le strutture in pietra a secco hanno modellato numerosi e diversi paesaggi, formando vari modi di abitazione, agricoltura e allevamento. "Svolgono un ruolo vitale nella prevenzione delle slavine, delle alluvioni, delle valanghe, nel combattere l'erosione e la desertificazione delle terre, migliorando la biodiversità e creando le migliori condizioni microclimatiche per l'agricoltura".