Libia, la conferenza degli assenti

Libia, la conferenza degli assenti

I due hanno scambiato qualche parola sul palco allestito per la "sfilata" dei vari ospiti alla conferenza e poi hanno continuato a parlare aiutati da un interprete.

Si è conclusa oggi la Conferenza internazionale per la Libia tenutasi a Palermo, con una straordinaria vittoria diplomatica dell'Italia, che ha fatto stringere la mano ai due antagonisti principali, il maresciallo Haftar ed il presidente Al Serraj, e portando tutti i partecipanti alla convinzione di dover appoggiare gli sforzi dell'Onu, presente con l'emissario speciale per la Libia, Ghassan Salamé e la sua vice Stephanie Williams. In un breve scambio a margine della cerimonia inaugurale, il premier del governo nazionale libico Fayez Sarraj ha riconosciuto a Conte l'importanza dell'iniziativa. Haftar, rivolgendosi al premier, lo avrebbe definito "un amico affidabile" e avrebbe sottolineato come la Conferenza di Palermo rappresenti "un'ottima occasione" per la Libia. L'Onu, tuttavia, ha annunciato giovedì che il processo elettorale è in ritardo e dovrà prolungarsi fino alla primavera 2019.

L'appuntamento internazionale si chiuderà martedì 13 novembre con una conferenza stampa del premier italiano Giuseppe Conte, dopo una giornata (e una nottata) piena di colloqui. Un obiettivo ambizioso, che deve fare i conti con il presente-assente alla Conferenza: l'uomo forte della Cirenaica, Khalifa Haftar. Arrivato a Palermo per partecipare alla Conferenza sulla Libia, Medvedev ha poi deciso di cenare in un ristorante di Monreale, non partecipando alla cena ufficiale delle delegazioni a Villa Igiea. E gli ha detto, come hanno confermato fonti diplomatiche prima di lasciasse l'Italia, che "non si cambia cavallo mentre si attraversa il fiume". "Mi è dispiaciuto che si sia allontanata", ha detto Conte, precisando però che Ankara "non ce l'ha affatto con l'Italia, e questo non altera il clima positivo registrato nell'incontro". Nella formulazione degli inviti, nei contatti necessari alla preparazione dei vari panel, nell'elaborazione dei contenuti della Conferenza stessa, francesi e italiani hanno a tratti lavorato fianco a fianco, a Roma o a Parigi: "Diciamo che entrambi abbiamo scelto una linea che ha spiazzato le previsioni, per molti la Conferenza di Palermo è nata coma una risposta al meeting di maggio di Parigi, ma alla fine è emersa la consapevolezza che era nell'interesse di entrambi sia un approccio multilaterale, sotto l'egida dell'Onu, sia una collaborazione che può portare vantaggi reciproci, nell'ottica di una Libia che prima o poi conoscerà una stabilizzazione", dicono a Palazzo Chigi.

Proprio la Banca centrale di Tripoli ha avuto negli scorsi anni un peso specifico perché, sostenuta dalle politiche di Kabir, aveva convinto i governi esteri della capacità dello Stato libico di attraversare la crisi che si era intensificata con la morte di Gheddafi. "Tutta la mia partecipazione è con i ministri europei e dopo questi incontri con loro, alle 8 o alle nove, partirò immediatamente", ha aggiunto.

E oggi dovrebbe svolgersi un bilaterale con Conte, il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi, e il premier russo Dmitri Medvedev.

Alla conferenza partecipano una decina di capi di Stato e di governo.